"Pit stop" al Palafiera, tamponi a chi rientra dall’estero: scoperti già due asintomatici

Chi ha soggiornato di recente in Croazia, Grecia, Malta o Spagna viene invitato a recarsi in via Punta di Ferro per sottoporsi al tampone obbligatorio per individuare possibili casi di covid-19

Caldo d'agosto a Forlì. Il sole riscalda l'abitacolo: temperatura: 34°C, così segnala il termometro dell'auto (in realtà sono diversi gradi in meno). Per chi può questi sono i giorni d'inizio delle ferie estive. Per altri quelli del rientro. C'è chi ha preferito rimanere nei dintorni o scoprire le bellezze italiane, chi invece ha scelto l'estero. Chi ha soggiornato di recente in Croazia, Grecia, Malta o Spagna viene invitato a recarsi in via Punta di Ferro per sottoporsi al tampone obbligatorio per individuare possibili casi di covid-19.

Nei pressi della biglietteria del Palafiera è stata allestita una postazione "drive through", dove da giugno si effettuano i test veloci (in precedenza era stato allestito un tendone nel piazzale dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni"). Diverse le auto al "pit stop" in questi giorni. Non solo vacanzieri. Tra i convocati dall'Ausl anche contagiati locali in attesa di scoprire se il virus è definitivamente alle spalle, ma anche badanti di ritorno dalla Romania e Bulgaria.

Mercoledì, ad esempio, la struttura è stata attiva dalle 15.45 alle 16.45. Al dato aggiornato a martedì pomeriggio, in via Punta di Ferro sono stati eseguiti 237 tamponi dal 14 agosto, una media di quasi cinquanta al giorno. Dagli accertamenti sono emersi due contagiati al coronavirus, asintomatici, rientrati dalla Grecia, di cui è stata già data notizia nei giorni scorsi.

I vacanzieri

L'obbligo di tampone o test si riferisce a tutte le persone entrate o rientrate in Italia a partire dal 13 agosto, o che nei 14 giorni antecedenti al rientro in Italia hanno soggiornato o transitato in Spagna, Grecia, Croazia e Malta. La Regione ha precisato che comunque le persone in rientro non sono tenute a fare quarantena preventiva: obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare controlli, l’attestazione di aver effettuato, nelle 72 ore antecedenti l’ingresso sul territorio nazionale, un tampone risultato negativo; obbligo di sottoporsi a tampone al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine se possibile (a questo proposito la Regione ha fatto sapere l'Aeroporto Marconi di Bologna si sta organizzando in questo senso); obbligo di comunicare al Dsp di riferimento dell’Ausl il proprio rientro per effettuare, entro 48 ore, un tampone. Per dar corso a quest'ultima modalità è disponibile una piattaforma regionale (all’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/rientro-estero) un apposito modulo informatizzato da compilare e inviare. I numeri da contattare sono 0543733580 e 3383045543 in orari ufficio (è possibile inviare una mail a profilassi.fo@auslromagna.it). Anche per il rientro da altri gruppi di Paesi sono previsti specifici obblighi.

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Assistenti famigliari

Le assistenti famigliari stesse (o le famiglie dove prestano opera), provenienti da Bulgaria e Romania, così come già facevano quelle provenienti da Paesi extra Ue ed extra Shengen, hanno l'obbligo di autodichiarare il loro ingresso sul territorio nazionale contattando il Dipartimento, ai numeri 0543733540, 0543733580 e 3383045543 in orari ufficio Una volta ricevuta la comunicazione dall’assistente familiare, personale del Dipartimento contatterà la persona interessata e pianificherà l’esecuzione del primo tampone all’arrivo e del secondo tampone al settimo-decimo giorno o, comunque, entro la fine del periodo di isolamento. Il Dipartimento verificherà, inoltre, le modalità di ingresso in Italia (trasporto aereo, ferroviario, marittimo, stradale) e l’idoneità dell’alloggio dell’assistente familiare, per consentire un adeguato isolamento. Se queste condizioni non ci sono, il Dipartimento provvederà ad alloggiare l’assistente familiare nelle strutture alberghiere convenzionate, con costi a carico delle istituzioni.

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