Coronavirus, contatti diretti e indiretti: guida alla protezione, le distinzioni e cosa fare

Attraverso la circolare ministeriale 32850 del 12 ottobre è stata fatta chiarezza

Crescono i contatti da covid-19. Nel caso si sviluppino sintomi compatibili col nuovo coronavirus Sars-Cov-2, è necessario contattare il proprio medico di base per gli opportuni approfondimenti clinici. Anche in caso si sospetti di essere entrati in contatto con un caso di persona affetta da Coronavirus è necessario segnalarlo al medico. E' necessario tuttavia fare una distinzione tra contatti diretti, contatti indiretti, casi sintomatici e casi asintomatici. Attraverso la circolare ministeriale 32850 del 12 ottobre è stata fatta chiarezza.

COME AFFRONTARE LA QUARANTENA IN CASA: TUTTI I COMPORTAMENTI DA SEGUIRE

Contatto indiretto

Se ho avuto un contatto stretto con una persona che ha avuto a che fare con un soggetto positivo, non dovrò fare nulla a meno che la persona con cui ho avuto contatto non diventi, durante la sua quarantena, un positivo.

Contatto diretto

Se resto un contatto asintomatico:
- Faccio la quarantena per 14 giorni;
- Se voglio uscire prima posso fare un tampone dal decimo giorno in poi (ho quindi dato il tempo all’eventuale contagio di palesarsi);
- Se però ho un regolare contatto con persone a rischio, faccio sempre e comunque un tampone a fine quarantena;

Se divento un contatto sintomatico:
- Faccio un tampone che, se negativo, mi rende libero (fermo restando la guarigione dai sintomi per ridurre la trasmissione anche di altre malattie);
- Se il tampone risulta positivo, non sono più un contatto ma divento un caso.

Caso asintomatico

- Rientro in comunità dopo un tampone negativo fatto dopo almeno 10 giorni di isolamento.

Caso sintomatico

- Rientro in comunità dopo un tampone negativo, fatto dopo almeno 10 giorni di isolamento e almeno 3 giorni senza sintomi (tali 3 giorni possono essere inclusi nei 10 oppure successivi: la cosa puó variare da caso a caso in base a quando si guarisca dai sintomi);

Se permango un caso positivo di lungo termine, ovvero uno di quei casi che pur guarendo da tutti i sintomi - eccezion fatta per alterazioni di gusto e olfatto che spesso persistono per molte settimane - continuino ad avere tampone positivo:
- Rientro in comunità dopo 21 giorni di isolamento, laddove autorizzato dalle autorità sanitarie in relazione al caso specifico: alcuni casi, come ad esempio gli immunodepressi, possono infatti restare molto contagiosi in modo prolungato e non saranno autorizzati.

Qual è la definizione di contatto stretto?

Il contatto stretto (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come:
- una persona che vive nella stessa casa di un caso Covid-19;
- una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid-19 (per esempio la stretta di mano);
- una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso Covid-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
- una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
- una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso Covid-19 in assenza di dpi idonei;
- un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19 senza l’impiego dei dpi raccomandati o mediante l’utilizzo di dpi non idonei;
- una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

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