Cronaca

Coronavirus, l'analisi settimanale dell'Ausl: "Accelerazione sui referti dei tamponi"

Quanto all’indicatore delle positività su popolazione residente si registra un incremento in tutti i territori

Sono 3.998 i nuovi positivi al covid-19 emersi in Romagna dall'attività di screening nella settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio. Su un totale di 35.712 tamponi, l'incidenza dei nuovi contagiati è del 11,2%, in aumento di 1,2 punti percentuali di rispetto al dato della settimana precedente, ma che resta al di sotto della media nazionale. "Su questo specifico indicatore si registra, nell’ultima settimana, un aumento nei territori di Forlì, Ravenna e Cesena, mentre Rimini, pur mantenendo l'incidenza più alta, resta stabile", informa l'Ausl.

Quanto all’indicatore delle positività su popolazione residente si registra un incremento in tutti i territori. La percentuale di asintomatici media romagnola è in leggero calo, con la sola Ravenna che si mantiene superiore al 50%. "La performance dei tempi di refertazione dei tamponi entro le 48 ore è ulteriormente migliorata arrivando al 91 per cento - informa l'Ausl -. Oltre 9 tamponi su 10 vengono eseguiti e referati entro 48 ore". Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, a fine della scorsa settimana la quota di 608 ricoveri (in lieve calo rispetto ai 621 della settimana precedente) mantiene l'azienda oltre il livello rosso del Piano ospedaliero Covid; in lieve aumento, sia in valore assoluto sia in percentuale al totale dei ricoverati, i pazienti nelle terapie intensive (più 3 rispetto alla settimana scorsa); la percentuale dei ricoverati in terapia intensiva resta comunque inferiore a quella media regionale.

"Nella settimana in esame gli indicatori sono purtroppo ulteriormente cresciuti - commenta il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Mattia Altini - . Cerchiamo di contrastare questo fenomeno con tutte le 'armi' a nostra disposizione. L'ulteriore aumento della refertazione dei tamponi entro le 48 ore, è un esempio, anche importante, di questo. Ma non basta. Tutti noi, nei nostri comportamenti quotidiani, dobbiamo continuare ad osservare le buone pratiche mirate a limitare il contagio. Cosa che, temo, nel periodo che ha portato al Natale non sia avvenuta. Certo, ora c'è anche la vaccinazione, e faremo tutto quanto in nostro potere per effettuarla il più rapidamente possibile. Ma questo non può diventare un 'liberi tutti', o ancor peggio un alibi per non seguire le buone pratiche e abbassare il livello della prudenza. Il fatto di limitare il numero dei malati, delle vittime, e di continuare ad erogare tutti i servizi e le prestazioni mirate alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie non covid dipende, ancora, soprattutto, da questo. Solo insieme ce la possiamo fare".
 

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