menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Regole per i nervi saldi, la psicologa: "Pianti, insonnia e angoscia. Ma non stiamo impazzendo"

Con l'emergenza sanitaria l'Ausl Romagna ha attivato uno sportello telefonico per dare un sostegno psicologico in particolar modo alle persone che hanno contratto il virus, ai loro familiari e agli operatori sanitari

Il covid-2019 ci sta quotidianamente mettendo alla prova tra paure e dubbi sul futuro. Con l'emergenza sanitaria l'Ausl Romagna ha attivato uno sportello telefonico per dare un sostegno psicologico in particolar modo alle persone che hanno contratto il virus, ai loro familiari e agli operatori sanitari, quest'ultimi alle prese con una completa riorganizzazione del lavoro e stress non indifferenti. Ma lo sportello, illustra Rachele Nanni, responsabile del Programma di Psicologia dell'Ausl Romagna, "si è aperto anche ad altre tipologie di richieste da parte di comuni cittadini, che hanno comunque sentito l'esigenza di essere supportati in questo momento di isolamento domiciliare, con preoccupazioni e difficoltà nel restare chiusi in casa". Il servizio è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, contattando i numeri 3392106631 per la provincia di Forlì-Cesena, 3395355892 per la provincia di Ravenna e 3665069159 per il territorio riminese. Attivato inoltre l'indirizzo di posta elettronica psicologia.emergenza@auslromagna.it.

L'emergenza sanitaria sta facendo emergere in particolar modo la paura dell'ignoto.
Mentre in altre circostanze ci sono eventi pur drammatici ma rispetto ai quali c'è una storia e sappiamo come orientarci, questa condizione di pandemia ha colto tutti molto alla sprovvista poichè nessuno di noi era preparato a vivere una situazione del genere. Tutto ciò che ignoto ovviamente spaventa e questo crea emozioni di ansia, che può essere anche generalizzata o paure più specifiche. Si ha paura del contagio, del futuro, dell'indeterminatezza, di cosa potrà accadere tra qualche mese e tutto questo genera sentimenti di sgomento, fluttuazioni nel tono dell'umore, momentanei stati di ansia, insonnia, qualche disturbo somatico. Sono reazioni normali che non dobbiamo considerare patologiche. A volte possiamo mettere in atto risposte comportamentali che tuttavia non ci aiutano.

Cioè?
Comportamenti alimentari non equilibrati oppure passare il tempo connessi ai mezzi di informazione col rischio di agitarci ancora di più. E' inutile ascoltare per tante ore le stesse notizie. Meglio raccogliere informazioni utili da fonti attendibili una io due volte al giorno, poi dedicarci ad altro.

Quotidianamente tra tv e social le parole più citate sono infatti morte, paura, terrore, oltre a coronavirus.
Indubbiamente questa modalità di gestione della comunicazione può creare un alone di eccessivo sconforto, spesso veicolando informazioni confusive e contraddittorie. In questa condizione ci sono due rischi opposti: quello di vivere in un costante stato di iper allarme o quella di reagire minimizzando i rischi, negando la gravità della situazione ed esponendosi ad inutili pericoli, magari contravvenendo alle disposizioni date. Entrambe sono reazioni emotive comprensibili, ma che non ci aiutano.

Cosa si può fare quindi contro ansia, insonnia e alimentazione sregolata?
Abbiamo attivato appunto uno sportello psicologico telefonico, perchè ci sembra importante realizzare un'azione di supporto di comunità. Crediamo importante prima di tutto essere presenti e disponibili ad ascoltare le persone nelle loro difficoltà. Trasmettere un senso di accoglienza a chi si trova in solitudine. Nelle condizioni di emergenza le persone hanno bisogno di informazioni chiare, di punti di riferimento, di ascolto e di essere aiutate ad attivare le proprie risorse interne, personali, famigliari e di comunità. Ma c'è altro.

Ovvero?
Normalizzare. Siamo persone normali in una condizione estrema. Non stiamo impazzendo. Anche qualora avvertissimo momenti di particolare agitazione, come crisi di pianto o periodi di insonnia, si tratta nella quasi totalità di reazioni frequenti e comuni. E' importante cercare di mantenere alcune sane abitudini di vita, organizzando la giornata. Questo è un aspetto particolarmente importante per i bambini, che devono vivere le giornate con ritmi regolari a partire dalla sveglia, proseguendo poi nell'attività scolastica e, anche se in forma differente, con qualche attività fisica e di gioco libero. E' importante garantire ai bambini la propria presenza anche attraverso il gioco o la condivisione di attività domestiche.

E poi è fondamentale parlare.
E' importante avere dei rapporti significativi, con dialoghi in famiglia, recuperando momenti di condivisione e vicinanza che spesso vengono un po' compressi dai tanti impegni del quotidiano. E' opportuno mantenere contatti con i propri amici attraverso telefono ed utilizzare in modo più consapevole i socialnetwork. I supporti digitali in questo momento ci permettono di sentire una comunità intorno a noi anche restando in casa. Ed è positivo che anche gli anziani stiano utilizzando in modo più attivo le videochiamate, aprendosi di fatto ad un nuovo mondo.

Lo scenario di reclusione ha permesso ai genitori di dedicare più tempo ai propri figlioletti. Come può essere gestito il distaccamento quando si tornerà inevitabilmente ad abbandonare il lavoro a casa?
La ripartenza, salvaguardando le condizioni di sicurezza indispensabili, deve esserci ed è auspicabile avvenga presto. Ovviamente si riaprirà per gradi e non potremmo riappropriarci subito delle precedenti abitudini. La ripresa dell'attività lavorativa per gli adulti dovrà accompagnarsi a forme graduali di impegno e socializzazione controllata per i più piccoli, sia perchè essi stessi hanno la necessità di trascorrere del tempo con i propri pari, sia per consentire alle famiglie una graduale ripresa dei propri impegni. Credo questo aspetto della ripresa assilli ora molti genitori: madri e padri preoccupati di come affrontare i prossimi mesi trovando il giusto equilibri fra sicurezza, salute e necessaria ripresa di alcune forme di relazione. Una vita di comunità sana, utile ed equilibrata per i più piccoli dovrà essere predisposta.

Un altro problema è quello delle convivenze forzate.
La vita in famiglia può essere occasione di piacevoli condivisioni ma purtroppo in alcuni casi può essere fonte di accentuati scontri. Avere attività esterne riduce le occasioni di scontro e consente spazi personali. Se non ci sono momenti di decompressione crescono le occasioni di controllo e dominazione di uno sull'altro che possono anche sfociare in forme di violenza domestica laddove le condizioni relazionali fossero improntate in quella direzione. Voglio precisare e distinguere tuttavia il "conflitto" che fa parte delle normali relazioni umane, caratterizzate da equilibrio di potere e di forze in campo dalla violenza caratterizzata dalla imposizione della propria volontà che mira ad influenzare e dominare gli altri attraverso la coercizione. In queste condizioni siamo molto preoccupati per il possibile aumento di violenza su minori e sulle donne. Le vittime hanno infatti meno occasione di uscire allo scoperto e denunciare. Una donna che condivide l'abitazione con la persona che l'aggredisce ha maggiori difficoltà nel contattare telefonicamente i numeri attivi e denunciare. E' importante sapere che anche in questo momento è possibile farlo e trovare i più adeguati aiuti e sostegni.

La quarantena ci cambierà in meglio o peggio?
Difficile dirlo. Io credo rimarremo più o meno ciò che siamo, con i nostri pregi, difetti, vulnerabilità e potenzialità. Stiamo certamente vivendo un evento di vita che ci segnerà profondamente e che tutti, adulti e bambini, ricorderemo come uno spartiacque fra un prima ed un dopo. Si tratta di quegli eventi che hanno una valenza collettiva nella memoria di un popolo. Mentre normalmente gli eventi importanti della nostra vita sono fatti personali, individuali (una nascita, una morte o un incontro) in questo caso riguarda l'intera collettività e segnerà la nostra memoria storica. Penso probabilmente modificherà alcune prassi ed abitudini non solo in senso negativo. Certamente ci aspettano anni di difficile ripresa ma credo potremmo coglierli anche come elementi di rinnovamento e cambiamento: pensiamo all'incremento di competenze digitali avvenuto in pochi giorni per molti di noi, ad alcune inevitabili rioganizzazioni della produzione economica, ad una accresciuta comprensione delle interfacce fra uso dell'ambientali e ricadute sulla salute pubblica, al nostro vivere sociale e comunitario. Ogni crisi è tale perchè spezza ed interrompe una prassi per generare un cambiamento. La direzione di questo cambiamento, come sempre, starà a noi costruirla. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento