Aeroporto, il virus blocca ogni previsione di apertura. E quando si ripartirà il traffico aereo sarà tutto cambiato

Il 24 febbraio scorso il premier Giuseppe Conte avrebbe dovuto far visita al polo aeronautico forlivese con in borsa la nuova 'Tabella A' integrata con l'aggiunta di Forlì. Ma quella visita fu annullata

La presentazione del progetto dell'aeroporto solo due mesi fa

L'emergenza Coronavirus blocca e rinvia a data da destinarsi il progetto di riapertura dell'aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì. Dopo mesi di lungaggini burocratiche per l'inserimento dello scalo nella cosiddetta 'Tabella A' degli scali  di rilevanza nazionale, passaggio necessario per l'arrivo della dotazione di vigili del fuoco, la questione pareva finalmente risolta, o per lo meno sbloccata politicamente. Il 24 febbraio scorso il premier Giuseppe Conte avrebbe dovuto far visita al polo aeronautico forlivese con in borsa la nuova 'Tabella A' integrata con l'aggiunta di Forlì.

Ma quella visita fu annullata, il premier stava iniziando proprio in quei giorni a gestire la più grande emergenza sanitaria dell'ultimo secolo. In quel momento il virus si stava diffondendo specialmente in Lombardia e in Veneto in modo strisciante e silenzioso e nessuno pensava che avrebbe condizionato la vita degli italiani in modo così determinante, riconvertendoci ad una sorta di “economia di guerra” nel giro di due mesi. La cerimonia con Conte, con il palco già montato, fu sostituita con una conferenza stampa e una visita guidata per i media locali, durante la quale ancora si confidava che l'evento con il Presidente del consiglio del ministri si potesse recuperare nel giro di qualche giorno o settimana, sfruttando qualche 'buco' nella sua agenda. “Se ci fossero i vigili del fuoco, l'aeroporto potrebbe ripartire non domani, ma oggi” è quanto era stato detto il 24 febbraio scorso dai vertici di FA, la nuova società di gestione del Ridolfi, a testimoniare quanto il traguardo fosse alla portata.

Poi all'improvviso col lockdown partito due settimane dopo quell'incontro si è spenta la luce al Ridolfi. La speranza, ancora all'inizio dell'anno, era di poter aprire in estate almeno per il necessario rodaggio prima dei contratti con le compagnie aeree. Ma ora non ci sono più previsioni. “Non abbiamo neanche rimodulato la tabella di marcia, alcuni nostri soci sono impegnatissimi sui loro rispettivi campi”, spiega il presidente di FA Giuseppe Silvestrini. Tra i soci, infatti, c'è per esempio Ettore Sansavini, presidente del Gruppo Villa Maria, uno dei più grossi nell'ambito della sanità privata, un settore che è più che mai sotto pressione per l'emergenza sanitaria, che vede proprio nei luoghi di cura tra i principali focolai di epidemia. Ed è bloccato completamente il turismo, mentre il trasporto aereo è ridotto al lumicino.

“Non si è solo bloccato il trasporto aereo, ma anche gli iter amministrativi”, aggiunge Silvestrini. L'inserimento nella 'Tabella A', l'organizzazione burocratica di un servizio così complesso come un reparto di vigili del fuoco in un aeroporto, sotto il profilo del personale, delle attrezzature, della logistica e così via, si è tutto bloccato. “Ci sono altre priorità anche negli uffici ministeriali”, sempre il presidente di FA. Qualcuno potrà ritenere che, comunque, a struttura chiusa e non operativa per lo meno non si accumulino ulteriori costi. “Non è assolutamente così – replica Silvestrini -. Attualmente anche FA ha dei dipendenti che non sono operativi, stiamo utilizzando la cassa integrazione, ma i costi aggiuntivi ci sono eccome”. Al 'Ridolfi' piove sul bagnato: FA per ora ha avuto solo costi per la start-up e ancora nessun guadagno.

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C'è infine l'incognita del dopo. Il traffico aereo sarà probabilmente tra gli ultimi settori economici a ripartire, sia perché collegato alla riapertura delle frontiere, sia perché devono ritornare le motivazioni che spingono agli spostamenti a lunga distanza per lavoro, turismo e altri scopi. Ed è probabile che una volta ripartito il volo aereo commerciale ci siano nuovi e stringenti disposizioni sanitarie per aerostazioni e aeromobili. “Impossibile dirlo ora, lo scopriremo quando si riapriranno i giochi”, conclude Silvestrini.

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