Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus e varianti, quarantena e isolamento fiduciario: le regole aggiornate

Nel documento firmato l'11 agosto scorso emerge la distinzione tra persone che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni e persone che non lo hanno completato

Con la variante Delta prevalente tra i casi di covid-19, sono state aggiornate dal Ministero della Salute le misure di quarantena, isolamento e riammissione in servizio o al lavoro. Nel documento firmato l'11 agosto scorso emerge la distinzione tra persone che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni (due somministrazioni o un'unica inoculazione nei casi previsti) e persone che non lo hanno completato. Inoltre le misure e i giorni di isolamento o quarantena variano a seconda della variante del virus che il soggetto abbia contratto. Nella circolare si parla inoltre di "Voc", cioè le varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta. La variante Beta presenta una serie di caratteristiche che impensieriscono particolarmente riguardo alla tenuta dei vaccini, ragion per cui si allungano i tempi di isolamento e quarantena. 

"Contatto a basso rischio" e "contatto ad alto rischio

Viene inoltre spiegata la distinzione tra "contatto a basso rischio" e "contatto ad alto rischio". Nel primo caso, viene comunicato, "s'intende una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti; una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) o che ha viaggiato con un caso Covid-19 per meno di 15 minuti". E' un contatto a "basso rischio" "un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19, provvisto di disposizione di protezione individuali raccomandati". Rientrano in questa categoria anche "tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso Covid-19, ad eccezione dei passeggeri seduti entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al caso Covid-19, dei compagni di viaggio e del personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto che sono infatti classificati contatti ad alto rischio".

E' un contatto "ad alto rischio" o "contatto stretto" "chi ha avuto un contatto faccia a faccia con un caso Covid-19 entro 2 metri per più di un totale di 15 minuti oltre un periodo di 24 ore (anche non consecutive), chi ha avuto un contatto fisico con un caso, chi ha avuto un contatto diretto con secrezioni infettive (ad esempio tosse), chi si è trovato in un ambiente chiuso (famiglia, classe, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) o in viaggio con un caso Covid-19 da più di 15 minuti". Rientrano in questa categoria anche "i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso Covid-19 entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al caso, i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto, un operatore sanitario o assistenziale che assiste direttamente un caso Covid o un operatore di laboratorio che manipola campioni da un caso Covid-19 senza dispositivi di protezione individuali consigliati o con possibile violazione dei dpi o igiene delle mani".

La quarantena per i soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni

Viene spiegato che "i contatti asintomatici ad alto rischio (contatti stretti) di casi con infezione da Sars-CoV-2 identificati dalle autorità sanitarie, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 7 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il settimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico per la ricerca di Sars-Cov-2".

"I contatti asintomatici a basso rischio di casi con infezione da Sars-Cov-2 identificati dalle autorità sanitarie, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie previste per contenere la diffusione del virus, quali indossare la mascherina, mantenere il distanziamento fisico, igienizzare frequentemente le mani, seguire buone pratiche di igiene respiratoria, eccetera", viene spiegato. Qualora i contatti ad alto rischio siano operatori sanitari o altre persone che forniscono assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19 che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non si applica la misura della quarantena bensì la sorveglianza sanitaria attiva dall’ultima esposizione al caso.

La quarantena per i soggetti non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni

Viene spiegato che "i contatti asintomatici ad alto rischio (contatti stretti) di casi con infezione da Sars-CoV-2 da variante Voc non Beta sospetta o confermata o per cui non è disponibile il sequenziamento, identificati dalle autorità sanitarie, che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il decimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico per la ricerca di Sars-Cov- 2".

I contatti asintomatici a basso rischio "non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie previste per contenere la diffusione del virus, quali indossare la mascherina, mantenere il distanziamento fisico, igienizzare frequentemente le mani, seguire buone pratiche di igiene respiratoria, ecc. Qualora i contatti ad alto rischio siano operatori sanitari o altre persone che forniscono assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19 che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non si applica la misura della quarantena bensì la sorveglianza sanitaria attiva".

Viene inoltre specificato che "laddove, tramite sequenziamento, vengano identificati casi da variante Voc Beta, variante quest’ultima di rarissimo riscontro, considerate le evidenze sulla minore efficacia del vaccino ChAdOx1 nei confronti della variante Beta3, restano vigenti per i contatti ad alto e basso rischio non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni le indicazioni relative alla gestione dei contatti di casi Covid-19 da varianti precedentemente denominate Voc non 202012/01 (sospetta/confermata) previste".

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Isolamento

Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di Sars-CoV-2 da variante Voc non Beta sospetta o confermata o per cui non è disponibile il sequenziamento, "possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni a partire dalla data di prelievo del tampone risultato positivo, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con esito negativo. Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare o antigenico con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (esclusi anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo). In caso di riscontro di ulteriore positività al test diagnostico eseguito dopo 10 giorni dalla comparsa dei sintomi o dal tampone risultato positivo negli asintomatici, è consigliabile ripetere il test dopo 7 giorni (17esimo giorno)".

Viene specificato che "i casi Covid-19 da variante Voc non Beta sospetta o confermata o per cui non è disponibile il sequenziamento che continuano a risultare positivi al test molecolare o antigenico per la ricerca di Sars-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno 7 giorni (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia), potranno interrompere l’isolamento al termine del 21° giorno. Si raccomanda particolare cautela nell’applicazione di tale criterio nei soggetti immunodepressi, in cui il periodo di contagiosità può risultare prolungato. Si raccomanda in ogni caso di prevedere l’esecuzione di un test diagnostico molecolare o antigenico per stabilire la fine dell’isolamento di tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze". Per i casi di Sars-CoV-2 da variante Voc Beta sospetta o confermata, sia sintomatici che asintomatici, restano vigenti le indicazioni relative alla gestione dei casi Covid-19 da varianti precedentemente chiamate Voc non 202012/01.

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