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Coronavirus, l'esperienza dell'Ausl Romagna su Radio Rai: "Al lavoro per evitare di saturare gli ospedali"

A fare il punto della situazione è stata la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica dell'Ausl Romagna

La gestione dell'emergenza covid-19 in Romagna è stata al centro di un approfondimento nel corso della trasmissione "Che giorno è", in onda su Radio Rai 1 e condotta da Francesca Romana Ceci e Massimo Giraldi. A fare il punto della situazione è stata la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica dell'Ausl Romagna: "Anche nella nostra area, come in tutto il Paese, si sta osservando un aumento dei numeri di casi. La nostra regione si trova ancora in una posizione lievemente migliore rispetto ad altri territori, ma la tendenza è all'aumento".

Angelini ha fotografato le azioni disposte dall'Ausl Romagna e dalla Regione: "Sono stati potenziati i servizi già dalla scorsa estate e fino a due settimane fa avevano dotazioni sufficienti a gestire bene, seppur con un po' di affanno, tutti i casi. Il tracciamento dei contatti è fondamentale per tener sotto controllo l'epidemia ed è una bella notizia che siano stati estesi i test sierologici gratis nelle farmacie anche per i nonni che accudiscono i nipoti che vanno a scuola. Finchè noi riusciamo a correre davanti all'onda dell'epidemia riusciamo a proteggere l'ospedale, che è quello che dobbiamo fare. Lo scopo di questa gestione in primo luogo è quello di evitare di saturare gli ospedali e delle terapie intensive".

La gestione della quarantena

Angelini ha ricordato il monitoraggio dei medici delle unità speciali Usca, che entrano nelle case di chi sta affrontando il virus in quarantena, evitando così un ulteriore sovraffollamento delle strutture ospedaliere, e i comportamenti da tenere nelle abitazioni (l'80% dei contatti avviene tra le famiglie, come ricordato dall'Istituto superiore di sanità): "Ci siamo da subito orientati nell'attivazione di posti letto in alberghi destinati alle persone che non potevano rispettare in casa il distanziamento dei familiari per motivi di spazio, cercando di allontanare il minor numero di persone possibili".

Quindi ha illustrato le regole da rispettare sia in casa e nei cosiddetti covid-hotel: "Bisogna avere una stanza separata che ospiti il contagiato e qualcuno che possa portargli i pasti da mettere all'esterno della porta. Inoltre i positivi dovrebbero disporre di un bagno individuale". Inoltre "assicurare la polizia assoluta di tutte le superifici", mentre per quanto concerne i rifiuti "vanno mettessi fuori dalla porta chiusi in un sacchetto, che sarà poi gettati dalla persona incaricata". L'obiettivo, ha concluso Angelini, "è evitare anche contatti occasionali all'interno delle mure domestiche. Fortunatamente il periodo di quarantena, sulla base di evidenzie scientifiche, è stato ridotto". 

L'esperienza del Ceub

Ospite della trasmissione anche il prorettore dell'Università di Bologna Enrico Sangiorgi, presidente del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro, che ha portato l'esperienza dell'ex seminario convertito in covid-hotel: "Ci sono 55 camere, alcune doppie, che rispettano le caratteristiche indicate dall'Igiene pubblica dell'Ausl e che ospitano persone che non hanno bisogno di cure, ma che sono in quarantena o sono asintomatiche e devono concludere il periodo di isolamento. L'esperimento sta funzionando e siamo contenti di mettere a servizio della comunità l'esperienza del Ceub in un momento in cui non è possibile svolgere compiti istituzionali". Il servizio non ha costi: "Al momento ci sono una quarantina di ospiti, ma i numeri cambiano di giorno in giorno. Possiamo ospitare fino a circa settanta persone. La struttura si adatta a quanto richiesto".

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