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Coronavirus, scuole aperte o chiuse? Il nodo si scioglierà probabilmente venerdì

Lo ha reso noto l'assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi

Scuole aperte o chiuse? Probabilmente il rebus sarà sciolto venerdì dalla nuova assemblea legislativa. Lo ha reso noto l'assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, all'ultimo giorno di lavoro prima del debutto della nuova giunta del presidente della Regione Stefano Bonaccini. "Non ho orientamenti - ha tenuto ad evidenziare l'assessore uscente dopo le parole di mercoledì su un'eventuale chiusura prolungata oltre questa settimana - e credo che la decisione della giunta sarà ponderata e non a pelle, a sensazione. Si ragionerà sulla base delle valutazioni fatte con i tecnici in maniera approfondita. Non serve la mia opinione da genitore".

"Ho spiegato - ha proseguito, facendo riferimento alle dichiarazioni di mercoledì - che domenica scorsa si è assunta un'ordinanza un po' a metà tra la protezione della salute e una precauzione generale. Si tratta di due cose che vanno ricommisurate. Sono consapevole che venerdì la nuova giunta fare le sue considerazioni e valuterà insieme ai sindaci e alle Province".

"Ci sono molti auspici in queste ore affinchè si cerchi di allentare la presa e ritornare ad una situazione più normale, visto che ci stiamo rendendo tutti conto che non siamo di fronte ad una situazione che al momento desti preoccupazione sulla qualità della pesantezza della malattia - ha proseguito Venturi -. Sono il primo ad auspicarlo". Si tratterrebbe, ha aggiunto, "di un segnale ai cittadini, alle famiglie ed anche ai ragazzi". Capitolo recuperi: "Non è la Champions, sarà difficile che vengano recuperati i giorni persi. In ogni caso è bene che i ragazzi studino a scuola che non a casa".

Poi ha aggiunto: Nel caso di riapertura, "non ha alcun senso sanificare le scuole, non ce n'e' bisogno: non abbiamo avuto nessun caso di positività nelle scuole o negli asili dell'Emilia-Romagna, nessun studente e' stato isolato. Ci sara' bisogno eventualmente dell'ordinaria sanificazione, quella di routine. Lunedi' si potrebbe tranquillamente tornare a scuola senza rischi in questo senso".

Attualmente la metà dei 97 casi positivi dell'Emilia-Romagna sono gestiti a domicilio, solo 3 sono in terapia intensiva. L'assessore Venturi ha annunciato due novità: l'arrivo di consistenti forniture di mascherine anche ai medici di famiglia (“Sono state già ripartire per azienda sanitaria”) e il diverso metodo di somministrazione del tampone per i casi sospetti: “Prima venivano somministrati a chiunque avesse avuto dei contatti coi due focolai di Lombardia e Veneto, anche nei casi asintomatici”. Ora invece saranno fatti solo ai casi con contatti a rischio e con sintomi. “Per chi ha avuto contatti coi malati o con l'area del focolaio la quarantena è la misura più efficace”, spiega Venturi e il tampone, paradossalmente, se uno è senza sintomi, potrebbe essere controproducente aumentando la preoccupazione del cittadino. In generale “Non abbiamo ragione di ritenere che esista un focolaio autoctono dell'Emilia-Romagna” e l'andamento della diffusione per Venturi è “confortante”, trattandosi di numeri ancora bassi.

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