Coronavirus, casi positivi e misure di prevenzione dell'Ausl: a Forlì i sorvegliati sono oltre 900

"Le misure di prevenzione della diffusione del virus si basano sull’isolamento domiciliare dei casi positivi e dei loro contatti stretti", viene illustrato

Monitoraggio dei pazienti risultati positivi al coronavirus e di coloro che hanno avuto contatti con loro. Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl chiarisce le modalità e le finalità dell’attività di indagine svolta dai servizi in relazione all’infezione da Covid-19. "Le misure di prevenzione della diffusione del virus si basano sull’isolamento domiciliare dei casi positivi e dei loro contatti stretti - viene illustrato -. Per fare questo i Servizi Igiene Pubblica sono impegnati in un’intensa e frenetica attività di rintraccio dei contatti stretti dei casi, per i quali devono essere emanati dei provvedimenti di quarantena obbligatoria. Quando si ha notizia di un caso positivo o sospetto viene fatta un’approfondita intervista telefonica attraverso la quale vengono identificati i contatti stretti, sia in seno alla famiglia, sia nell’ambiente lavorativo o tra le relazioni amicali".

Ma non è l'unica operazione svolta: "Nello stesso tempo al soggetto positivo vengono illustrate le precauzioni da attuare nella fase di isolamento a domicilio per evitare di contagiare le altre persone che vivono nella stessa abitazione - viene chiarito -. Queste indicazioni vengono poi inviate a casa in forma scritta insieme alla disposizione di isolamento. Qualora le condizioni strutturali evidenzino l’impossibilità di svolgere il periodo di isolamento in maniera congrua, la persona positiva viene avviata in un'apposita struttura fuori dal suo domicilio".

"Le persone identificate come contatti stretti di un caso - prosegue il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl - vengono a loro volta intervistate, poste in isolamento per 14 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo e nei loro confronti si applica una sorveglianza sanitaria attiva: un operatore sanitario quotidianamente chiama la persona in quarantena per verificarne lo stato di salute e registrare i valori di temperatura rilevati al mattino e alla sera. Se in questo periodo la persona in isolamento sviluppa dei sintomi il servizio Igiene Pubblica programma ed effettua un tampone nasofaringeo per la diagnosi di Covid 19".

"Tutto il lavoro di indagine deve essere effettuato nel più breve tempo possibile al fine di adottare tempestivamente i provvedimenti necessari e viene portato avanti su un numero crescente di contatti da sorvegliare che, a domenica per Forlì ammontano a 960 persone - viene evidenziato -. E’ possibile, in astratto, che un convivente non sia identificato come contatto stretto, anche se questo è improbabile, considerato che un soggetto positivo è contagioso prima dell’inizio dei sintomi (48 ore prima) e che anche una stretta di mano è sufficiente per essere considerato contatto stretto".

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In queste ore il servizio Igiene Pubblica di Forlì sta comunque attuando "un lavoro di verifica sull’attività svolta al fine di accertare e, nel caso, correggere, eventuali anomalie. Rispetto alla puntualità di invio ai sindaci dei nominativi dei soggetti quarantenati, l’Ausl ha reso disponibile a tutti i Servizi che lavorano sull’epidemia Covid un programma informatico per la gestione dei casi e contatti che anche il servizio Igiene Pubblica di Forlì ha iniziato a usare. Questo già dai prossimi giorni garantirà un invio più completo e puntuale ai sindaci degli elenchi, nel rispetto ovviamente delle regole di tutela della privacy".

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