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Coronavirus, gli ultimi aggiornamenti in Emilia Romagna: "Nessuno dei contagiati è peggiorato"

Poi c'è il caso riminese. Ha più di settant'anni, che ha avuto gli ultimi venti giorni abbastanza movimentati, con viaggi anche all'estero"

Sette nuovi casi di coronavirus in Emilia Romagna rispetto a lunedì, che aggiorna il numero delle positività a 26. A fare il punto è l'assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, in una conferenza stampa convocata martedì pomeriggio. "Sono centinaia i tamponi esaminati", esordisce Venturi, facendo il punto sui nuovi casi: "A Piacenza si tratta di un operatore dell'ospedale che è venuto a contatto con una persona ricoverata e che si trova in isolamento nella sua abitazione e non sta male".

"A Parma si tratta di un ragazzo che frequentava una scuola a Codogno e rientrato prima della chiusura della zona rossa. E' stato a contatto con persone positive al coronavirus - prosegue -. Sempre a Parma si tratta di una persona che ha avuto contatti con la zona rossa del lodigiano. Quest'ultimo si trova ricoverato nel reparto di Malattie Infettive. Poi c'è il caso riminese. Ha più di settant'anni, che ha avuto gli ultimi venti giorni abbastanza movimentati, con viaggi anche all'estero. Si sta valutando i contatti che ha avuto. E' ricoverato nel reparto di Malattie infettive con una polmonite bi-laterale. E' il primo caso che troviamo avendo alzato la soglia. E' un caso che dobbiamo analizzare bene".

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Tra le 26 persone "nessuno è peggiorato" in questi giorni. "Tre o quattro pazienti sono in terapia intensiva, ma la metà è in isolamento a casa propria". Rispetto a lunedì, aggiunge Venturi, "abbiamo avuto un incremento di soltanto sette casi. Poteva essere di più, invece è una progressione molto ridotta". Proprio per questo, ragiona l'assessore, "sarei molto contento se si aggiungessero solo quattro casi al giorno" nell'ambito dell'epidemia, perchè "vorrebbe dire che stiamo riducendo il fenomeno. Stiamo lavorando al massimo per contenere l'infezione, di sicuro la chiusura della zona rossa nel lodigiano ci ha dato una grande mano", sottolinea Venturi.

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C'è una data: il 7 febbraio. "Abbiamo già isolato tutte le persone che si sono recate nella provincia di Codogno. Speriamo che questa data ci aiuti ad avere un contenimento. C'è una finestra aperta di pochi giorni e speriamo che non ci siano state molte persone infette. Gli operatori della sanità pubblica sono diventati tanti piccoli investigatori per chiarire tutti i contatti possibili". Poi l'auspicio: "Aggiungere non più di quattro persone al giorno nei prossimi giorni significa entrare nella fase di riduzione significativa del fenomeno. Importante è stata la chiusura della zona rossa lombarda".

Il caso riminese

Il caso positivo nel riminese "non dovrebbe essere il segnale di un focolaio romagnolo", sostiene Venturi. "Non escludiamo niente - premette -, ma non credo rappresenti un focolaio romagnolo. Penso che possa essere piu' probabile che abbia avuto contatti con qualche zona rossa". Il caso del riminese riguarda infatti "una persona di oltre 70 anni i cui ultimi 20 giorni sono stati un po' movimentati - afferma Venturi -. Mi fa rabbia perche' ha avuto molti contatti. Ci ha scombinato un po'". L'uomo e' stato anche all'estero di recente ed e' tornato da un paio di giorni.

"Stiamo valutando i contatti che ha avuto - spiega -. Prmai i nostri operatori sanitari sono diventati dei piccoli detective". Tornato in Italia, riferisce Venturi, il 70enne e' andato al Pronto soccorso del suo territorio perche' non si sentiva bene e li' gli e' stata riscontrata una polmonite. A quel punto e' stato sottoposto ai test per il coronavirus e quindi trasferito "in sicurezza" all'ospedale di Rimini, dove e' tuttora ricoverato nel reparto di malattie infettive. "È il primo caso che troviamo dopo aver alzato la soglia", sottolinea l'assessore, ovvero da quando e' stato disposto il tampone per tutti i malati di polmonite. "Ci auguriamo che sia uno dei pochi - aggiunge Venturi -. Questa metodica aggressiva e' molto positiva e pensiamo che possa essere d'esempio anche per le altre Regioni".

Numero verde

Fino alle 14 di martedì sono state 11200 le chiamate al numero verde 800.033.033 attivato lunedì dalla Regione. "Chiedo ai cittadini di aver pazienza se non si riesce a parlare in pochi minuti, perchè gli operatori sono impegnati al massimo", è l'appello di Venturi. L'assessore ha segnalato anche "una grande risposta dei cittadini a non intasare i pronto soccorso. In un periodo caratterizzato dall'influenza, sono molto ridotti in termini di affluenza e questo rappresenta un elemento molto positivo per la sicurezza dei cittadini e di tutti gli operatori. Tutti stanno lavorando negli ospedali h24 con grande intensità".

Prime denunce

Sono partite le prime denunce contro chi sta diffondendo notizie false sul contagio da coronavirus. "L'Ausl di Modena e quella Reggio Emilia hanno denunciato i primi casi di notizie false alla Polizia postale - afferma Venturi -. Siamo passati alla fase delle denunce e continueremo ogni volta che qualche sciacallo dara' notizie false. Mi auguro che le denunce crescano perche' vuol dire che le persone collaborano quando vengono raggiunti da questi comunicati falsi. Ci vediamo qui tutti i giorni per raccontarci le cose che succedono in assoluta trasparenza, sena bisogno di qualcuno che racconta falsita' che mettono solo paura alle persone". 

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