Coronavirus, Venturi torna in diretta social: "Metà incontri per abbattere la corsa dell'epidemia"

Secondo Venturi "ci dobbiamo adeguare a rispettare queste regole anche se per qualcuno significa fare dei sacrifici"

Incontrare meno persone, magari la "meta'" rispetto a prima, "per abbattere la corsa dell'epidemia". L'indicazione viene dall'ex commissario all'emergenza sanitaria Sergio Venturi, che mercoledì ha tenuto un po' a sorpresa una diretta Facebook ("Non e' la seconda serie, non ci sara' una seconda serie", ha assicurato) per condividere un messaggio sull'andamento dell'epidemia. A partire da una difesa delle misure contenute nel Dpcm, "dolorose ma giustificate".

Secondo Venturi "ci dobbiamo adeguare a rispettare queste regole anche se per qualcuno significa fare dei sacrifici". Ma, aggiunge, "dobbiamo avere la pazienza necessaria perche' le misure possano esplicare in pieno il loro effetto. Non possiamo immaginare che i casi ricomincino a calare in quattro-cinque giorni. Ci vorra' almeno una decina di giorni. Alcuni ne sono passati, altri ne passeranno. Ma serve il contributo dei cittadini. Non possiamo pensare di rincorrere il virus ogni tre giorni con provvedimenti piu' forti". L'ex commissario ed assessore alla Sanita' ha sottolineato l'importanza delle scuole aperte ("piu' del 70% dei ragazzi sono ancora a scuola, un grande successo, sono molto contento che questo possa continuare e sia un obiettivo mantenere i ragazzi in presenza") e sottolinea le differenze rispetto alla prima ondata di marzo.

"Allora quando mi trovavo particolarmente disperato per 980 casi, i servizi erano purtroppo in una situazione gravissima, ora li abbiamo superati da diversi giorni, ma servizi ancora reggono, anche se sono sottoposti a pressione. Vuol dire che abbiamo fatto molti progressi, vuol dire che le persone arrivano molto prima alle cure". A febbraio, ha evidenziato ancora Venturi, "non avevamo cognizione degli anticorpi monoclonali e del vaccino, non sapevamo come curare le persone. Nei primi mesi dell'anno prossimo invece avremo i monoclonali e dieci vaccini differenti, che sono in fase 3, presto saranno approvati dalle agenzie del farmaco in Europa e negli Usa e riusciranno a dare la sicurezza che meritano alle persone che sono in prima fila per curare questa malattia e che dobbiamo supportare".

Per questo "non deve esserci scoramento nelle persone, ma devono essere consapevoli che siamo vicini al traguardo. Quindi dobbiamo supportare medici e infermieri e fare la nostra parte, perche' e' molto importante. Dobbiamo incontrare meno persone, per avere meno occasioni di contagio". (fonte Agenzia Dire)

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