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La processione del Corpus Domini

La processione del Corpus Domini

Corpus Domini, anche Forlì celebra in contemporanea mondiale con il Papa

Anche la chiesa forlivese, domenica 2 giugno, solennità del Corpus Domini, parteciperà, dalle 17 alle 18, alla prima adorazione eucaristica in contemporanea mondiale. Lo storico evento, culmine dell'Anno della Fede, sarà coordinato da Roma

Anche la chiesa forlivese, domenica 2 giugno, solennità del Corpus Domini, parteciperà, dalle 17 alle 18, alla prima adorazione eucaristica in contemporanea mondiale. Lo storico evento, culmine dell’Anno della Fede, sarà coordinato da Roma dallo stesso papa Francesco. A Forlì la preghiera si svolgerà nella chiesa del Corpus Domini, in piazza Ordelaffi, e sarà coordinata dal vicario generale della Diocesi, monsignor Dino Zattini. La festa del Corpus Domini fu istituita per la prima volta nel 1246 solo per la diocesi di Liegi.

 Nel 1264 avvenne il grande miracolo eucaristico di Bolsena: durante la celebrazione della messa, dall’ostia consacrata caddero alcune gocce di sangue che macchiarono il corporale oggi conservato nel duomo di Orvieto. Papa Urbano IV, già arcidiacono di Liegi, sull’onda emotiva del prodigio istituì la festa per tutta la Chiesa. La preghiera in contemporanea mondiale, dal titolo “Un solo Signore, una sola fede”, per un’ora vedrà sincronizzarsi l’intero pianeta cristiano sul quadrante di San Pietro a Roma.

In Italia sarà collegata anche Carpi, nella chiesa che sostituisce la cattedrale crollata con il terremoto di un anno fa. Le isole Cook, Samoa e Honolulu si uniranno alle 5 del mattino locali, mentre a Reykiavik, in Islanda, saranno le 15. Le diocesi del Vietnam si uniranno alle 22 ora locale, quelle di Corea a mezzanotte. Non mancheranno all’appuntamento le Isole Galapagos o le diocesi nel cuore della foresta amazzonica, così come le tante chiese dove la presenza dei cattolici è in forte minoranza, come in Norvegia, Bangladesh, Irak e Giappone.

Papa Bergoglio ha chiesto due speciali intenzioni di preghiera. Nella prima, il pontefice auspica che la Chiesa si presenti “dinanzi al mondo sempre più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata, affinché attraverso il suo fedele annuncio, la Parola possa essere apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell’amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità”. Nella seconda, il primo papa sudamericano della storia prega per quanti, nelle diverse parti del mondo, vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro ‘schiavo’, “per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza”. “Possa il loro silenzioso grido di auto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso, non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza”. Il pensiero del Papa va, inoltre, a “tutti coloro che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione”. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza “sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona”

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