Cosa fare del bosco futuro? A "Oltreterra 2018" si discute del destino della montagna

L'edizione 2018 di Oltreterra che si è appena conclusa a Tredozio produrrrà due documenti che, nelle prossime settimane, verranno sottoposti alle comunità locali della montagna, alle amministrazioni locali e regionali

L'edizione 2018 di Oltreterra che si è appena conclusa a Tredozio produrrrà due documenti che, nelle prossime settimane, verranno sottoposti alle comunità locali della montagna, alle amministrazioni locali e regionali, oltre che ai tecnici, per mantenere alta l'attenzione sulle istanze della montagna.

Il primo documento riguarderà le mense scolastiche agricole, per le quali è emersa chiaramente dal confronto la necessità di superare quegli scogli burocratici che impediscono ai Comuni di autogestire gli approvvigionamenti per le mense, contemplando tra i fornitori i piccoli produttori di qualità del territorio, possibilità che invece consentirebbe di sostenere l'economia locale da un lato e dall'altro offrire un servizio di migliore qualità alle famiglie. "La Regione Emilia Romagna ha istituito un tavolo di discussione in merito per affrontare il tema dei capitolati e delle gare dì appalto", ha commentato il consigliere regionale del Pd Paolo Zoffoli, di Forlimpopoli, che in vesti di coordinatore del Tavolo regionale in questione ha partecipato in questi giorni a Oltreterra.

Un secondo documento riguarderà invece il futuro del bosco e della foresta, tema affrontato domenica nella seconda giornata di lavori di Oltreterra. L'interrogativo, che si è cercato di affrontare partendo dai dati e dalla conoscenza, è cosa fare del bosco futuro, consapevoli che la discussione su diradamento, rinaturalizzazione ed economia legata al legname genera sempre sentimenti contrapposti. Il tema però si pone anche sul territorio forlivese dove insiste un Parco Nazionale, dove altri 24mila ettari di bosco sono stati recentemente dati in gestione dal Demanio alle due Unioni del Comuni sul fronte forlivese e cesenate. Anche per queste amministrazioni si pone il problema di come intervenire su boschi ormai adulti e bisognosi di manutenzione, caratterizzati fra l'altro da una folta presenza di pino nero, varietà introdotta nel dopoguerra principalmente per arginare il dilavamento dei terreni, poi di fatto abbandonata a se stessa. Ora le piante diventate adulte pongono il quesito su cosa se ne possa fare, se abbandonarle semplicemente alla morte naturale o trasformarle in risorse, possibilmente nn solo la loro trasformazione in biomasse.

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