Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Coronavirus, altre cinque classi in quarantena: nel Forlivese sono 57. Sindacati regionali perplessi sulla riapertura totale

In Emilia Romagna dal 5 al 18 aprile si sono registrati 1.199 nuovi casi nella fascia d’età che ricomprende bambini e studenti-alunni dai servizi 0-3 anni alle superiori, il 29,6% in meno rispetto al dato delle due settimane precedenti

Si avvicina il 26 aprile, quando è programmata la ripresa delle attività scolastische in presenza al 100%, ma il virus continua a circolare - nonostante un calo dei contagi - ed altre classi del Forlivese finiscono in quarantena. Come prevede l’ordinanza firmata dl presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, del 6 aprile scorso, tutti i contatti diretti dei nuovi infettati in ambito scolastico (compagni di classe ed insegnanti), devono essere sottoposti ad "una quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione, con chiusura della stessa a seguito di tampone molecolare negativo eseguito al quattordicesimo giorno".

Martedì l'Igiene Pubblica ha disposto la quarantena per cinque classi, che aggiorna il totale a 57 dall'entrata in vigore dell'ordinanza Bonaccini. Il provvedimento riguarda una classe della primaria di Galeata, una dell'Istituto Tecnico Aeronautico "Baracca" di Forlì, una della scuola d'infanzia di Santa Sofia, una della scuola media di Forlimpopoli ed una del Liceo Classico "Morgagni". Tampone di controllo per una classe dell'istituto tecnico "Saffi" a seguito della positività di un docente.

La situazione in Emilia Romagna

In Emilia Romagna dal 5 al 18 aprile si sono registrati 1.199 nuovi casi nella fascia d’età che ricomprende bambini e studenti-alunni dai servizi 0-3 anni alle superiori, il 29,6% in meno rispetto al dato delle due settimane precedenti (il picco si registrato nella settimana 22 febbraio - 7 marzo con 3500 positivi), e 116 nuovi casi fra docenti e personale scolastico (-17,7%, con picco nella settimana 22 febbraio - 7 marzo con 560 positivi). Nella fascia 0-3 sono stati contagiati 146 positivi, in quella 3-5 (scuola d'infanzia) 48, in quella 6-10 (primaria) 373, in quella 11-13 (scuola media) 245 e quella in 14-18 (scuole superiori) 387. Nella settimana dal 12 al 18 aprile sono stati registrati 83 contagi in ambito scolastico nella provincia di Forlì-Cesena, dato che tiene conto delle positività di alunni, docenti e personale scolastico.

La ripartenza tra tanti dubbi

Dal 26 aprile tutti ritorneranno in classe, ma le incognite sono diverse. Le organizzazioni sindacali regionali "chiedono che il governo rivaluti la scelta per la ripresa delle attività scolastiche in presenza al 100% e si concentri celermente sulla ripartenza del nuovo anno scolastico nelle condizioni di sicurezza, a partire, lo ribadiamo, dalla ripresa immediata della campagna di vaccinazione. Appare chiaro che una scuola fatta di “stop and go” e senza gli investimenti necessari per affrontare le criticità evidenti, non può più essere tollerata. Il tempo dell’emergenza è finito: ora è il tempo di “decisioni ragionate” per garantire il diritto allo studio, la sicurezza e la dignità di tutto il personale scolastico, anche attraverso il rinnovo del contratto di lavoro".

Con il ritorno in presenza al 100%, argomentano i sindacati, "si rischia di rimandare nel caos le scuole e di stravolgere, per l’ennesima volta, un modello organizzativo che fino ad ora, pur nelle difficoltà, ha consentito alla scuola di funzionare anche attraverso la didattica a distanza. Questa decisione arriva in un momento in cui la curva epidemiologica, seppur in calo, resta ancora alta a causa delle varianti del virus e senza che siano state adottate misure a tutela della salute e della sicurezza della comunità scolastica che da tempo i sindacati stanno invocando. A ciò, si aggiunge il fatto che paradossalmente è stata sospesa la campagna di vaccinazione del personale scolastico, non è stato rinnovato il protocollo di sicurezza, è saltata la possibilità di ogni tracciamento, la situazione dei trasporti non è in grado di garantire le condizioni di sicurezza minime previste".

"Di fatto possiamo affermare che le scuole riprenderanno in presenza al 100% sostanzialmente alle stesse condizioni di criticità di quando si decise di passare alla didattica digitale integrata - viene rimarcato -. La soluzione non passa attraverso l’introduzione di turni o l’attivazione di ulteriori forme di flessibilità non ragionate e concordate con chi quotidianamente lavora per il funzionamento delle scuole. In questo specifico contesto, gli Istituti devono poter organizzarsi in autonomia, tenuto conto delle criticità presenti in ogni realtà, per garantire il lavoro del personale e le lezioni in sicurezza - viene aggiunto -. Non servono forzature ad un mese dal termine delle lezioni. Servono risposte concrete ai troppi problemi irrisolti: riduzione del numero degli alunni per classe, ristrettezza degli spazi, i trasporti, il protocollo di sicurezza e il piano vaccinale che deve ripartire in modo tempestivo anche nei confronti di coloro che si sono prenotati e che non hanno potuto vaccinarsi a seguito del cambiamento, in corsa, delle scelte governative. Uno sforzo significativo, inoltre, deve essere fatto per tenere sotto controllo la dinamica del contagio all’interno delle scuole; a tal proposito va approfondita la riflessione sulle misure individuate nelle indicazioni operative della regione Emilia Romagna che di fatto sono difficilmente compatibili con la ripresa in presenza al 100%".
 

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