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Un'immagine dell'Area "Villa Fronticelli", una delle proprietà di Sapro

Un'immagine dell'Area "Villa Fronticelli", una delle proprietà di Sapro

Crac Sapro, tra gli indagati l'ex assessore Elvio Galassi

Sono 25 gli indagati per il fallimento dell'azienda pubblica. Tra cui gli ex assessore Galassi (Forlì), Belli e Gasperoni (Cesena), ma anche revisori dei conti e i vertici della Querzoli

Tanti nomi eccellenti tra i 25 che alle prime luci dell'alba di lunedì hanno ricevuto un'avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Forlì e condotta dai sostituti procuratori Filippo Santangelo e Fabio Di Vizio relativa al fallimento della società Sapro spa, la società pubblica per l'urbanizzazione delle aree industriali del territorio. Un crack che all'epoca dei fatti venne stimato in cento milioni di euro.

Tanti i nomi noti tra i 25 indagati (diffusi sull'edizione di mercoledì de 'La Voce di Romagna'), tra cui l'ex assessore all'urbanistica e lavori pubblici del Comune di Forlì, Elvio Galassi, e l'omologo di Cesena, Leonardo Belli, nonchè l'ex direttore generale Lama, i due ex presidenti, molti revisori dei conti e alcuni imprenditori.

Eccoli uno per uno: Alessandro Alberani (imprenditore), Luigi Barilari (ex vice presidente Sapro), Leonardo Belli (ex assessore a Cesena), Gabriele Borghetti (consigliere d'amministrazione Sapro, attuale consigliere provinciale di Cesena), Ilde Buratti (revisore), Giorgio Contarini (revisore), Werter Cornieti (ex arbitro di serie A), Giuseppe Corzani (ex membro cda, ex segretario Confartigianato Forlì), Vittorio Croci (ex presidente Sapro), Giuseppe Errani, Franco Farabegoli, Elvio Galassi (ex assessore Forlì), Lorenzo Gasperoni (ex assessore Cesena), Alberto Guardigli (presidente del collegio sindacale di CariRomagna), Bruno Lama (ex direttore generale di Sapro), Daniele Mambelli (ex presidente Sapro), Dino Ragazzini (imprenditore), Valter Rusticali (ex revisore di Sapro, presidente di Agci), Nazario Venzi (ex cda Sapro), Ubaldo Versari (ex cda Sapro), Romeo Zanzani (ex cda Sapro e già revisore di molte società pubbliche), Silvia Romboli (revisore dei conti), Widmer Spadoni, Giorgio Paradisi e Silvano Tomidei (dirigenti di vertice della cooperativa Querzoli).

L'ipotesi di reato sarebbe quella di bancarotta fraudolenta e altri reati. La Sapro è stata dichiarata fallita nell'autunno del 2010  al termine di una serie di vicissitudini di carattere giudiziario cominciate con l'istanza di fallimento presentata dal pm Santangelo nel marzo del 2010. A pesare sulla società un indebitamento superiore ai cento milioni di euro contratto negli anni soprattutto con le banche del territorio forlivese.

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