Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Crisi idrica in Appennino, misura anti-siccità: autorizzati prelievi d'acqua straordinari

Gli assessori Gazzolo e Caselli: "La scelta della Giunta dopo il via libera dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici. Misura straordinaria, applicabile solo a particolari situazioni di difficoltà"

Via libera a prelievi d’acqua controllati in alcuni tratti di corsi d’acqua dell’Appennino romagnolo. Obiettivo, il contrasto della crisi idrica estiva che sta mettendo in difficoltà l’agricoltura di diverse aree di quelle zone. Lo ha deciso martedì la Giunta regionale, per consentire, in via straordinaria, di effettuare prelievi di acqua per affrontare i problemi generati dalla siccità per diverse colture.  

“Si tratta di un provvedimento straordinario - spiegano Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente e Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura - che abbiamo ritenuto necessario assumere dopo che l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del fiume Po, che si è riunito nei giorni scorsi, ha certificato l’esistenza di criticità in alcuni territori non serviti da una irrigazione strutturata”.

"Naturalmente - proseguono Gazzolo e Caselli - le richieste di prelievo in deroga dovranno essere assolutamente circostanziate e motivate. Le pratiche saranno valutate e gestite da Arpae, in accordo con il Servizio competente per la pianificazione della risorsa idrica della Regione".

"Resta inteso - concludono - che i prelievi d’acqua non potranno in alcun modo interferire con quelli destinati all’uso potabile, né pregiudicare il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale". Il provvedimento della Giunta, che comunque potrà essere ritirato se le condizioni climatiche e idrologiche cambieranno rispetto alla situazione con cui oggi si deve fare i conti, resterà in vigore fino al 30 settembre.

Le richieste

Le richieste da inviare alle Strutture autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae competenti per territorio, dovranno precisare e documentare le necessità idriche, la stima del fabbisogno per il completamento del ciclo produttivo, i dati relativi ai quantitativi d’acqua prelevati e da prelevare e le misure di mitigazione individuate per non compromettere l’ecosistema fluviale.

In attesa delle piogge

Nel fine settimana è atteso un peggioramento meteo, con precipitazioni a carattere temporalesco. Attualmente la situazione alla diga di Ridracoli è tranquilla: il volume dell'invaso supera i 19 milioni di metri cubi, con il livello a 542 metri. La portata del fiume Bidente a Santa Sofia è di 203 litri al secondo.

Coldiretti

"Con questo atto, in vigore già da oggi - commenta il presidente Coldiretti Forlì-Cesena, Andrea Ferrini - la Regione si è dimostrata responsabile e sensibile alle istanze dei tanti produttori agricoli della nostra provincia che chiedevano a gran voce di poter irrigare in un momento cruciale per il buon esito del ciclo produttivo di frutteti, kiwi, orticole e altre colture idroesigenti, istanze queste che Coldiretti, in totale solitudine, ha sostenuto con fermezza e tenacia a tutela dei propri associati".

Una necessità, quella dell’approvvigionamento in deroga al Deflusso Minimo Vitale (DMV), peraltro già concesso nell’estate 2017, particolarmente avvertita in collina e in tutti i contesti non serviti dal Canale Emiliano Romagnolo o da altre fonti di approvvigionamento. La delibera regionale stabilisce che per accedere all’istituto della deroga al DMV, le aziende interessate debbano presentare alla Struttura Autorizzazioni e Concessioni (SAC) di Arpae territorialmente competente, apposita richiesta con allegata relazione che evidenzi come non sia possibile reperire la risorsa idrica da altre fonti. I nostri Uffici sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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