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Coronavirus, palestre ancora chiuse. "Contagi ancora alti. La riapertura è lontana"

Le luci sono state spente col Dpcm del 25 ottobre dopo un 2020 terribile, già condizionato dal lockdown della scorsa primavera

C'è un settore che è fermo al palo dalla terza decade di ottobre e che attende di ripartire. Ed è quello del fitness. Le luci sono state spente col Dpcm del 25 ottobre dopo un 2020 terribile, già condizionato dal lockdown della scorsa primavera. Le sale fitness continuano a restare chiuse e per Cristian Laghi, titolare della palestra "Record" di Forlì lo saranno anche dopo la fine dell'inverno. Venerdì ci sarà una mobilitazione nazionale che sui social è accompagnata dall'hastag "Io Apro", che prevede l’apertura di pubblici esercizi e settori chiusi dai precedenti decreti governativi.

Laghi, lei aderirà alla protesta?
Sinceramente la vedo inutile.

Perchè?
Parlo dal punto di vista di un genitore. Anche se vengono rispettate le misure di sicurezza il virus continua a circolare. E quando i numeri sono così importanti la vedo dura ripartire. Il taglio della protesta dovrebbe avere un altro senso alla base.

Quale?
C'è disparità di trattamento. Le associazioni sportive dilettantistiche possono usufruire di sovvenzioni dal Comune, se operano in strutture comunali, dalla Regione, dal fondo sportivo e dallo Stato, anche se non tutte le hanno ancora ricevute; mentre le palestre iscritte nel registro delle imprese come srl o sas hanno ricevuto il ristoro solo dall'Agenzia delle Entrate, parametrato ad aprile, mese influente rispetto a quello di novembre, dove si registrano un maggior numero di iscrizioni. C'è disparità anche per quanto concerne il peso fiscale tra le attività inquadrate come imprese artigiane e associazioni sportive non a scopo di lucro, che hanno una tassazione agevolata. Infine ci sono alcune associazioni sportive che possono consentire ai loro tesserati di allenarsi grazie al fatto che le Federazioni hanno indetto gare di interesse nazionale.

Le palestre sono chiuse dalla terza decade di ottobre. Potrebbe essere quella del tampone rapido una soluzione per la riapertura, magari da riservare inizialmente agli abbonati?
E' una soluzione difficile, perchè il tampone rapido fa una fotografia della situazione in quell'istante e andrebbero fatti quindi ogni volta che il cliente viene ad allenarsi. Una proposta per il futuro potrebbe essere ad esempio quella di aprire a chi si è sottoposto al vaccino, esibendo ad un documento. 

La curva dei contagi è in crescita. Secondo lei le palestre quando potranno riaprire?
Dal mio punto di vista si ripartirà in primavera con attività sportive all'aperto. 

Ma non è meglio a questo punto un lockdown totale invece che sostenere questo clima di incertezza?
Parlando come biologo direi di si. Basterebbe un mese e mezzo. E' molto peggio lo stillicidio attuale, con questo apro-chiudo continuo. 

Una conseguenza del non poter allenarsi in un luogo chiuso, seguito da un istruttore, è quella della sedentarietà. E dopo le abbuffate delle feste c'è una forma fisica da recuperare...
La situazione è peggiore infatti per chi si è sempre allenato, perchè ha modificato il suo metabolismo, che è refrattario ai cambiamenti. Quindi avverte maggiormente uno stress psicofisico. 

Cosa si può fare?
Correre o pedalare. Ma bisogna fare attenzione. Per chi sceglie la bici, il beneficio metabolico lo si ottiene con un allenamento minimo di circa un'ora e mezza. La camminata fa bene soprattutto per chi è totalmente sedentario, mentre chi era abituato ad allenarsi con frequenza può essere sufficiente una corsa di circa trenta minuti. 

Cosa ne pensa dei corsi online?
Ho provato a seguire un mio corso da allievo. E' come vedere il film delle vacanze estive in pieno inverno. 

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