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Cronotachigrafi manomessi per viaggiare più ore: 4 denunce

Gli agenti della Polizia Stradale di Forlì hanno denunciato tre autisti forlivesi e il proprietario di un'officina meccanica cesenate per aver alternato i cronotachigrafi dei loro mezzi

Gli agenti della Polizia Stradale di Forlì hanno denunciato tre autisti forlivesi e il proprietario di un'officina meccanica sulle colline del cesenate per aver alternato i cronotachigrafi dei loro mezzi. Per i primi tre l'accusa è quella di rimozione dei sistemi di sicurezza sul lavoro e falso, mentre al quarto si aggiunge anche l'accusa di rimozione delle apparecchiature. Le denunce sono scattate inseguito ad un servizio di controllo svolto dai poliziotti.



I cronotachigrafi non sono altro che una sorta di cervello dei mezzi pesanti, dove vengono registrati i dati relativi a velocità, pause e chilometri percorsi. Strumenti che possono essere violati con calamite, cavi di rame o sofisticati telecomandi. L'alterazione degli strumenti di controllo viene effettuata per viaggiare un maggior numero di ore, consentendo così alle aziende di risparmiarsi il costo di un autotrasportatore supplementare.

Nel corso dei controlli la PolStrada ha sequestrato i dispositivi utilizzati per modificare i dati immagazzinati dai cronotachigrafi digitali. Tre sono stati rinvenuti agli autisti fermati, mentre gli altri nell’officina cesenate. Ironia della sorte, l'azienda era autorizzata proprio al controllo della conformità di legge degli stessi cronotachigrafi. I dispositivi venivano venduti per circa 1.500 euro. L'operazione, denominata “Timer”, è stata seguita dal pm Marilù Gattelli.

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