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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Le eccellenze enogastronomiche / Forlimpopoli

CucinArte chiude con i profumi dolomitici di chef Alessandro Gilmozzi. “Bilancio sbalorditivo”

La cucina dolomitica contemporanea dello chef dialogherà con lesculture in metallo e in ferro battuto di Roberto Giordani e la pittura dalla forte carica espressiva di Matteo Sbaragli in bilico tra realtà e immaginazione

La settima edizione della rassegna artistico-gastronomica CucinArte si chiude col botto all’ombra dei boschi di alta montagna coi sapori e i profumi della cucina dolomitica dello chef stellato Alessandro Gilmozzi, patron del ristorante El Molin, caldo, accogliente e profumato locale ricavato nella sede di un vecchio mulino del ‘500 a Cavalese in Val di Fiemme. Protagonista del terzo e ultimo appuntamento in programma lunedì nella grande sala dei ricevimenti dell’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli sarà proprio la cucina ricca di tecnica e creatività dello chef Gilmozzi che, un tempo aspirante falegname e intagliatore, si è riscoperto artigiano del gusto della tavola, interprete contemporaneo di quei sapori che la montagna sa regalare in ogni stagione. Classe 1965, Gilmozzi è dal 2022 al vertice dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, dopo esserne stato anche socio fondatore. Da sempre appassionato di arte, sviluppa un amore speciale per la botanica che lo porta ad offrire una cucina territoriale estremamente autentica e al contempo e innovativa, elaborando nuove filosofie culinarie e nuovi metodi di cottura. La ricerca di materie prime locali e di grande qualità lo porta a studiare piatti con licheni, muschi ed erbe dei boschi. La sua cucina contemporanea di montagna, che si distingue per la sua capacità di mescolare tecnica, immaginazione e libertà espressiva senza mai perdere le proprie radici, è stata premiata nel 2008 con una stella Michelin. 

“Bilancio più che mai positivo, anzi direi sbalorditivo, per la settima edizione della rassegna – commenta Mariella Pieri, dirigente Scolastico dell’Istituto Artusi – sia per l’affezionata partecipazione del pubblico che ha reso ogni serata sold-out in pochi giorni sia per il prestigio dei professionisti che ogni volta la kermesse ha saputo coniugare sia per l’elevata ricaduta formativa che l’esperienza ha avuto per i nostri ragazzi. Così la formula di CucinArte si è confermata ancora una volta vincente proprio per il suo intento di promuovere l’espressione dell’arte culinaria all’interno di una più ampia esperienza culturale attraverso una formula che fonde tra loro l’arte della tavola e il piacere del palato con le espressioni artistiche della pittura e della scultura in una profonda alchimia dei sensi”.

Il programma della serata prevede alle 19.40 una conferenza in aula magna durante la quale lo chef presenterà il menù e verranno illustrate le opere dei due artisti in armonioso connubio con la cultura gastronomica montanara di Gilmozzi e i vini che accompagneranno i piatti stellati. A seguire, la cena preparata dallo chef che guiderà in brigata gli allievi dell’Istituto Alberghiero in esercitazione speciale coordinati dai loro docenti. Il menù prevede krapfen, lattuga di mare, maionese al lichene bianco e aringa seguito da plin al gallo di monte, fagiolo di sover e segala, per poi proseguire con risotto alla cenere fermentata di pigna di cirmolo, lombata di Grigia Alpina, marinata e affumicata, soft di patata e germogli invernali e infine cinnamonrolldolomitico, bombardino e pinomugo fermentato. La cucina dolomitica contemporanea dello chef dialogherà con lesculture in metallo e in ferro battuto di Roberto Giordani e la pittura dalla forte carica espressiva di Matteo Sbaragli in bilico tra realtà e immaginazione.

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