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Cura dimagrante all'aeroporto: spese correnti dimezzate

"Siamo partiti con perdite mensili di 700mila euro e oggi siamo a 350mila mensili di cui 130mila per ammortamenti". Si riassume in queste parole lo stato di salute dell'aeroporto di Forlì, nelle parole di Stefano Foschi

"Siamo partiti con perdite mensili di 700mila euro e oggi siamo a 350mila mensili di cui 130mila per ammortamenti". Si riassume in queste parole lo stato di salute dell'aeroporto di Forlì, nelle parole del vice presidente di Seaf (la società di gestione), Stefano Foschi, che ha presentato la situazione dello scalo agli operatori e alle organizzazioni economiche. Tra i dati più eclatanti la perdita secca di oltre 4 milioni di euro per effetto dei biglietti comprati e non venduto dalle varie compagnie aeree. 4 milioni di perdite a fronte di oltre 7 milioni spesi per l'acquisto.

Una voce di spesa che non compare più nel bilancio di Seaf, tanto che il bilancio ha ridotto sensibilmente le perdite; che al 31 agosto sono di 3,9 milioni di euro contro i quasi 9 milioni registrati a fine 2010. A fine anno le perdite arriveranno a circa 5,8 milioni, in linea con il budget aziendale. "Forlì e Rimini non si faranno più concorrenza", annuncia Foschi parlando del piano industriale che sarà presentato nelle prossime settimane. "questa concorrenza in passato ha fatto perdere molti soldi ai soci dei due aeroporti, il tutto a favore solo di vettori low cost".

Non si fermerà lo sviluppo anche del polo tecnologico aeronautico, che ogni giorno movimenta circa 2mila persone. Foschi ha spiegato che saranno realizzati investimenti "per 15 milioni di euro per realizzare il nuovo edificio con laboratori Enac e altri 6 milioni per i laboratori di Ingegneria che conterranno anche sofisticatissimi macchinari tecnologici".

Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, fa notare che è stata compiuta una "pulizia del bilancio e dei costi di dimensione draconiana, che rende sostenibile il bilancio per le casse pubbliche". Gli enti pubblici soci di Seaf chiedono al territorio "un aiuto per aiutare il territorio, non per lasciare il cerino in mano a qualcuno perché le nostre responsabilità le porteremo avanti fino in fondo".

L'obiettivo è quello di avere al termine dell'operazione "una società romagnola con una pista aperta a Forlì che serve al suo territorio". Questo è possibile perchè "oggi siamo in grado di presentare un bilancio pulito, senza scheletri nell'armadio e senza società di comodo per nascondere buchi di bilancio".

Per Maurizio Castagnoli, assessore provinciale alle partecipate, l'aeroporto "è una finestra aperta sul futuro e sulle possibilità per i nostri giovani. Non vogliamo fare polemiche con Rimini dicendo chi è messo meglio o peggio. Come Provincia, finché non ci aboliranno definitivamente, cercheremo di fare la nostra parte fino in fondo".

Tra i presenti è intervenuto anche il presidente della Fondazione cassa dei risparmi di Forlì, Piergiuseppe Dolcini, sostenendo che "tre aeroporti nell'arco di 120 chilometri possono coesistere se non collaborando tra loro". Dolcini ha poi riconosciuto a Balzani di "aver compiuto un grande lavoro riuscendo a mettere insieme Forlì e Ravenna sotto l'egida della Regione".

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