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Cronaca

Cyberbullismo, i dati: il 92% degli studenti delle medie forlivesi ha il telefonino

Il progetto vuole indagare l'uso giovanile dei nuovi media nelle sue molte e diverse sfaccettature tramite 827 questionari, rigorosamente anonimi, somministrati agli studenti con l'obiettivo di sensibilizzare alla prevenzione di episodi di cyberbullismo

I Lions Club Forlì Host, Forlì Valle del Bidente, Forlì Giovanni de' Medici, Forlì Cesena Terre di Romagna invitano venerdì 11 dicembre, alle ore 9,00 presso il Salone Comunale di Forlì, ad assistere al format giornalistico - teatrale "Cyberbullismo" ideato e realizzato dal giornalista Luca Pagliari.

Lo spettacolo, che sarà introdotto dal saluto dell’Assessore Lubiano Montaguti, si svolgerà alla presenza del governatore del distretto Lions 108/A , il forlivese Franco Sami, e di 10 classi terze della scuole medie inferiori forlivesi che hanno partecipato al progetto ‘Media Education - Digital Generation’, promosso dai 4 Club service forlivesi  e di cui rappresenta il momento conclusivo.

Il progetto, svolto durante l'anno scolastico 2014/2015 (da gennaio a maggio 2015), ha riguardato complessivamente 32 classi, per un totale di 827 alunni, dei  seguenti 10 istituti secondari di primo grado forlivesi: Santa Dorotea, La Nave, Orceoli, Girolamo Mercuriale, Maroncelli, Fiorini, San Martino, Zangheri, Palmezzano, Croce.

 
Metodo dell’indagine
Il progetto vuole indagare l'uso giovanile dei nuovi media nelle sue molte e diverse sfaccettature tramite  827 questionari, rigorosamente anonimi,  somministrati agli studenti con l'obiettivo di sensibilizzare alla prevenzione di episodi di cyberbullismo, attraverso un'opera di responsabilizzazione sull'uso della "parola". Il questionario cartaceo è stato distribuito dai dirigenti scolastici nelle classi da loro individuate ed è composto di 39 domande, suddivise per 5 aree tematiche: la disponibilità di nuove tecnologie; le modalità di accesso, uso e frequenza di collegamento a internet; gli aspetti educativi legati all’uso dei nuovi media; l’uso di internet a scuola e le valutazioni personali del rispondente sulle tematiche indagate. Il campione è risultato composto da 403 maschi (50,6%) e 393 femmine (49,4%) così ripartito: 148 alunni della classe prima, 415 alunni della classe seconda, 264 alunni della classe terza. Le rilevazioni sono state effettuate su tutti gli studenti presenti e i dati acquisiti sono stati successivamente elaborati con il software SPSS (Statistical Package for Social Sciences), analizzando le frequenze di risposta e calcolando – volta per volta, sul totale dei casi validi – le percentuali corrispondenti.

 

Obiettivi del progetto
I vecchi modelli psicoeducativi non sono più adatti adaffrontare la tematica della sicurezza in rete perché i ‘nativi digitali’ strutturano la loro adolescenza nella vita online, passando a modalità comunicative sempre più multimediali. In quest’ottica il progetto ha inteso indagare l’universo dell’uso giovanile dei nuovi media con i seguenti obiettivi:

·      far riflettere i giovani sui rischi connessi all’adescamento, al cyber bullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, all’assunzione di atteggiamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri;

·      far acquisire ai ragazzi consapevolezza del valore della loro persona e delle relazioni con l’altro;

·      saper riconoscere e valutare gli aspetti emotivo-affettivi delle relazioni che i giovani vivono, evidenziando i fattori di rischio dell’abuso dei media;

·      favorire la promozione di una cittadinanza digitale intesa come insieme di competenze strumentali e concettuali capaci di rendere attivo, consapevole e sicuro l’accesso ai nuovi media;

·      coinvolgere docenti e genitori in un percorso di aggiornamento sugli ambienti digitali.

 
PRINCIPALI RISULTATI EMERSI
Il possesso delle nuove tecnologie: il Pc è diffuso in tutte le case (sia in forma portatile che fisso); soltanto il 2,1% dei ragazzi dichiara di non possedere un computer. Il 38,5% ne ha a disposizione uno personale. L’uso di Internet è assolutamente preponderante: 93,6% dei rispondenti. Il 64,1% degli adolescenti forlivesi ha un account personale di posta (età minima per possedere un account è almeno 13 anni).

Tra gli studenti delle medie inferiori forlivesi è diffuso l’uso di diversi media: cellulare tradizionale (91,9%), smartphone/tablet (85,7%), console come Playstation/Xbox/Wii (76,2%) per citare i più diffusi.

L’Italia si colloca al primo posto in Europa per numero di cellulari e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più: l’indagine rivela che quasi un quarto del campione ha avuto il cellulare prima dei 10 anni (22,6%), percentuale superiore a chi l’ha avuto fra i 12 e i 14 anni di età (15,6%). La maggioranza (54,8%) lo possiede fra i 10 e i 12 anni.

Il cellulare è usato per collegarsi ad Internet (85,1% dei casi); meno frequente l’uso della webcam (risponde “spesso” il 10,4% del campione, “qualche volta” il 36,6%,  “mai” il 32,8&; non ha la webcam il 18,4%.

Modalità d’accesso, uso e frequenza: il 64,1% si collega ad Internet tutti i giorni, solitamente di pomeriggio (52,1%), per un tempo compreso fra 1 ora e 3 ore per il 47,6% del campione. Le attività maggiormente svolte online sono: il download di musica, video, ecc. (77,4%); la ricerca di informazioni (71,8%); chattare (75,1%); utilizzare i Social Network (51,3%);giocare online (47,3%), inserire video propri o di amici (23,7%). Il vero dato che emerge è il successo riscosso dalla messaggistica. Il texting vede impegnati per la gran parte della loro vita online praticamente i ¾ dei ragazzi analizzati per questo studio.  L’instant messaggino è diventato la più semplice e al tempo stesso la più ricca forma di comunicazione per i ragazzi, che lo hanno eletto a principale strumento per interagire online con la propria rete sociale. Il Social maggiormente utilizzato è Whatsapp (48,1%), seguito da Skype (45,3%) e poi Facebook (34,1%), a Twitter è iscritto il 19,5% dei ragazzi. I contatti sono: amici (77,5%), compagni di classe (76,9%), fratelli o cugini (67,1%), genitori (53,3%) i più frequenti. Il 30,4% ha fra i contatti anche ragazzi/e che non conosce nella realtà, ma solo online. In chat o sui Social la stragrande maggioranza del campione (77,5%) afferma di non parlare di argomenti diversi da quelli dei quali parlerebbe nel reale.

I rischi della rete: il cyberbullismo e i messaggi a sfondo sessuale: un uso non avveduto dei Social Network e della Rete espone gli adolescenti a rischi non sempre consapevoli: per questo sono stati indagati alcuni comportamenti legati  alla socializzazione della sessualità, al cyber bullismo e alla diffusione di dati sensibili e personali. Al 18,5% è capitato di ricevere messaggi con riferimenti al sesso; il 15,8% ha dato il proprio numero di cellulare a qualcuno conosciuto online; il 5,9% si è dato appuntamento di persona con qualcuno conosciuto in Internet; l’11,4% ha ricevuto video o immagini di persone conosciute solo online seminude o nude; il 4,2% afferma di avere avuto rapporti intimi con qualcuno conosciuto in Internet, mentre il 2,3% ha inviato video o immagini personali nudo o seminudo; il 9,7% è stato oggetto di insulti o calunnie o scherzi pesanti online; il 6,8% ha insultato o preso in giro o diffuso calunnie su altri; il 30,8% rivela di aver inserito i suoi dati personali online.

Aspetti educativi: Alcune domande sono rivolte a comprendere in che misura la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari e dei conoscenti abbia affiancato i ragazzi durante la prima fase di esplorazione di Internet. Il 49,8% dei ragazzi ha dichiarato di aver imparato ad usare Internet da solo, il 24,7% con l’aiuto dei genitori, il 10% ha imparato dai fratelli o sorelle e il 9,8% dagli amici. A suola ha imparato soltanto l’1,9% del campione. Durante il tempo dedicato alla navigazione, solo il 6% è affiancato da uno dei genitori; il 46,4% qualche volta e il 45,9% naviga sempre da solo. Rispetto alla percezione che i ragazzi hanno dei loro comportamenti online, il 72,7% dichiara di avere un comportamento giusto, mentre il 6,3% è consapevole di commettere cose che non dovrebbe fare; il 14% dei ragazzi non si pone per nulla questo problema. Dall’indagine risulta che solo il 2,2% afferma di sapere o immaginare che i propri genitori siano preoccupati in merito alla navigazione in Internet, contro il 42,8% e il 40,9% di quelli che sostengono di avere genitori per niente o poco preoccupati.


Internet a scuola: Gli studenti ritengono che l’apprendimento attraverso l’utilizzo di Internet e dei new media possa essere utile per raccogliere informazioni (83,7%), per il 61,5% è utile per svolgere i compiti scolatici e per il 55,4% per imparare cose che a scuola non vengono proposte. Per quanto concerne gli aspetti relazionali, il 30,4% ritiene che l’utilizzo di internet possa facilitare il rapporto con gli insegnanti e i compagni di classe. Sono stati indagati anche i rischi relativi per l’apprendimento: il 40,7% degli studenti ritiene che, le nuove tecnologie possono sottrarre del tempo allo studio, essere dannose perché trasmettono una visione semplificata della realtà (36,6%); per il 42% producono una diminuzione delle abilità di lettura e scrittura, per il 36,2% fanno perdere l’allenamento della memoria e per il 42,7% ostacolano lo sviluppo della creatività.

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