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Dall'ambiente alla cura degli animali: i grandi numeri del Volontariato

C’è chi ripulisce discariche abusive e spiagge, chi fa rispettare le leggi nelle zone tutelate, chi si dedica alla cura di cani, gatti e uccelli e chi conta i cervi nei parchi appenninici ascoltandone il bramito

C’è chi ripulisce discariche abusive e spiagge, chi fa rispettare le leggi nelle zone tutelate, chi si dedica alla cura di cani, gatti e uccelli e chi conta i cervi nei parchi appenninici ascoltandone il bramito. Sono i volontari emiliano-romagnoli, un vero e proprio esercito di ogni età e professione che ha un solo obiettivo: migliorare la vita di tutti noi. «Senza l’opera dei volontari l’ambiente e il patrimonio naturale della nostra regione non sarebbero come possiamo goderli oggi – commenta il consigliere regionale PD, Tiziano Alessandrini -. L’Emilia-Romagna è una regione in cui il volontariato è forte e radicato, in ogni settore».

A dimostrarlo, i dati del censimento promosso da ER-Ambiente, che fotografano un ampio panorama e numeri confortanti.

Si parte dalle Guardie Ecologiche Volontarie (Gev): sono 1.300 i cittadini che svolgono attività per diffondere la conoscenza ed il rispetto dei valori ambientali e concorrono, insieme alle istituzioni pubbliche, alla tutela del patrimonio naturale e dell’ambiente tramite servizi di vigilanza. Le Gev collaborano anche nelle opere di soccorso e a questo proposito «dobbiamo ricordare che sono state e sono tuttora impegnate in compiti di protezione civile nelle aree colpite dal sisma». Il 67% delle Gev è uomo, il 33% donna; per quanto riguarda l’età, il 6% ha tra i 18 e i 30 anni, il 24% ha tra i 31 e i 45 anni, il 44% tra i 46 e i 60 anni e il 26% ha più di 61 anni.

«La Regione fornisce indirizzi e direttive sui corsi di formazione e aggiornamento: stabilisce gli aspetti su cui le Gev possono accertare le violazioni, cura i rapporti con la Province e con il coordinamento nazionale delle Gev – spiega Alessandrini -. È sempre la Regione ad erogare annualmente finanziamenti alle Province per sostenere le loro attività, fornire il materiale di riconoscimento e quello per svolgere la loro attività di vigilanza».

Legambiente offre un grande contributo con 6 mila volontari, aderenti a 34 circoli locali. Il 45% dei volontari è donna, il 55% uomini; il 13% ha meno di 18 anni, il 22% è sotto i 35.

«I soci di Legambiente – illustra il consigliere - si impegnano almeno una volta all’anno come volontari in una delle numerose iniziative e campagne di sensibilizzazione promosse dall’associazione».

Da tanti anni, ormai, i volontari del WWF portano avanti le loro campagne anche grazie al sostegno di 15 mila soci e al lavoro di 300 volontari. «Nella nostra regione ci sono 8 Oasi del WWF – aggiunge Alessandrini – che contribuiscono alla salvaguardia di ambienti naturali di particolare interesse o pregio».

A tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della nostra regione ci sono i volontari del FAI: 200 persone, alle quali si aggiungono 116 delegati, che prestano gratuitamente un’opera quasi giornaliera. Anche i volontari di Italia Nostra, in tutto 1.200 appartenenti a 21 sezioni, si occupano di proteggere i beni culturali e ambientali, promuovendo un nuovo modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione di questi beni.

Infine ci sono i volontari che si occupano di animali: l’Enpa per canili e gattili, la Lipu per gli uccelli (90 i volontari sul territorio regionale). E le tante persone che prestano la loro opera nei Parchi emiliano-romagnoli, ripulendo i sentieri, svolgendo lavori di manutenzione o fornendo assistenza ai molti visitatori.


«Il volontariato è una risorsa preziosa, in tutti i settori – conclude Alessandrini -. In questo caso, parliamo di persone che, in collaborazione con gli Enti pubblici, difendono l’ambiente per potenziare il controllo sul territorio e proteggere il nostro inestimabile patrimonio dall’abbandono dei rifiuti, dall’inquinamento di falde e fiumi, da incendi e danni ai boschi, dall’uccisione di animali protetti».

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