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Patrizia Turci, Enrica Mancini

Patrizia Turci, Enrica Mancini

Dalla cooperativa sociale Tragitti nasce "Casa della Luna", per i pazienti psichiatrici

Venerdì alle 17,30 la cooperativa sociale Tragitti inaugura Casa della Luna, una nuova comunità alloggio per pazienti psichiatrici che sorge in via Gervasi, a Forlì. Al taglio del nastro seguirà un piccolo rinfresco, aperto al vicinato

Venerdì  alle 17,30 la cooperativa sociale Tragitti inaugura Casa della Luna, una nuova comunità alloggio per pazienti psichiatrici che sorge in via Gervasi, a Forlì. Al taglio del nastro seguirà un piccolo rinfresco, aperto al vicinato: come tradizione per le comunità gestite da Tragitti, infatti, Casa della Luna è uno spazio inserito in un contesto cittadino, dove l'utilizzo delle infrastrutture e la rete del territorio sono parte integrante della vita quotidiana.

Andare a comprare il latte, frequentare il parco o visitare le strutture sportive comunali sono attività che fanno parte della vita di tutti i giorni per una persona “normale”. Proprio per questo motivo gli operatori di Tragitti, con professionalità consolidata, cercano di restituirle ai loro assistiti. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno il sindaco di Forlì Roberto Balzani, l'assessore al Welfare del Comune Davide Drei, il vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo e la responsabile welfare di Legacoop Forlì-Cesena Enrica Mancini.

«Casa della Luna è la prosecuzione di una precedente esperienza di gruppo appartamento nata nel 1989 – spiega la presidente di Tragitti, Patrizia Turci – che nel febbraio di quest'anno, in accordo con il Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl di Forlì, è stata trasferita ed ampliata». Sono 12 le persone che potranno essere seguite all'interno della casa una volta arrivati a regime, mentre gli operatori saranno una decina. Attualmente i pazienti ospitati hanno un'età dai 30 ai 65 anni e oltre. La maggioranza sono donne. Lo spazio a disposizione è di circa 250 metri quadri, ma come vuole la filosofia di Tragitti, che a Forlì già gestisce la comunità di Podere Rosa a Barisano, non ci sono sbarre, lucchetti e catene. «Tutto il nostro metodo di lavoro è orientato a una conduzione domestico-familiare, in cui i pazienti sono coinvolti nella gestione delle piccole incombenze domestiche e personali, dalla cura di sé a quella dei propri spazi. Il nostro stile di lavoro è improntato alla costruzione di percorsi individualizzati e condivisi col paziente, che partono dai bisogni delle persone», conclude la presidente.

La cooperativa Sociale Tragitti nacque nel 1991 da una precedente esperienza di volontariato e associazionismo. Fu parte attiva nel processo di deistituzionalizzazione che portò alla chiusura dell’ospedale psichiatrico di Imola. Dopo essersi costituita in cooperativa sociale prese in carico la gestione di alcune unità residenziali sia interne che esterne all’ospedale psichiatrico, nell’ambito del progetto “Valerio” che ha articolato la dimissione di tutti gli internati del manicomio. A Forlì ha partecipato al percorso che ha portato all’apertura delle prime unità residenziali per persone con problematiche psichiatriche provenienti dal territorio. La storia della cooperativa la caratterizza come un ente specializzato nella riabilitazione psichiatrica, di cui ha seguito l’evoluzione e la ricerca. Si pone come obiettivo l’assistenza e la riabilitazione psicosociale, favorendo la promozione sociale ed umana. Attualmente opera sui territori di Forlì, Imola e Cesena e ha 65 soci e lavoratori.

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