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"Chiamati a servire la chiesa da sposati": Forlì ha un nuovo diacono permanente

Domenica primo novembre, festa di Ognissanti, la Cattedrale di Forlì è stata teatro di una liturgia inconsueta: nel corso della messa delle 17.30, presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi, è stato ordinato diacono permanente il forlivese Daniele Zattini

“In età giovanile ho fatto l’esperienza di vita religiosa per sette anni, con voti temporanei, nei salesiani di Don Bosco. Per me è una vera vocazione”. Domenica primo novembre, festa di Ognissanti, la Cattedrale di Forlì è stata teatro di una liturgia inconsueta: nel corso della messa delle 17.30, presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi, è stato ordinato diacono permanente il forlivese Daniele Zattini. Da non confondere con l’ultimo gradino dei seminaristi prima di divenire sacerdoti (diákonos deriva dal greco δι?κονος, cioè servitore), è una prerogativa dei laici, anche sposati, che si mettono a servizio della comunità ecclesiale in cui operano. Con l’ordinazione di Zattini, il numero dei diaconi permanenti nella Diocesi di Forlì-Bertinoro è salito a 11.

“La chiesa di Roma – precisa Daniele - prevede figure di cristiani che vengono chiamati per vocazione ad essere testimoni di Dio ed annunciatori della sua parola, senza essere sacerdoti”. Nato a Forlì il 10 marzo 1955, Zattini è vissuto fino al 1968 a Meldola, per poi ritornare nel capoluogo per frequentare l'oratorio e la scuola salesiana. Con gli emuli di don Bosco, Zattini ha svolto l’anno di noviziato a Lanuvio di Roma e gli studi tecnici a Torino, diplomandosi come perito tecnico. Per sette anni, dal 1973 al 1980, è stato religioso laico con voti temporanei nella congregazione fondata da don Bosco, partecipando dal 1978 ad un biennio di pastorale giovanile presso l’Università Pontificia Salesiana a Roma. Nel 1976 ha iniziato a lavorare nei Centri di formazione professionale dei Salesiani a Ortona, e nel 1980 è tornato a Forlì dove lavora tuttora presso il Cnos-Fap in qualità di formatore coordinatore e progettista. Nel 1982 si è inserito nella Parrocchia dei Cappuccinini svolgendo attività di animatore dell’Azione Cattolica e nel 1983 si è sposato con Cinzia Amadori, mettendo al mondo i figli Caterina e Giovanni.

“Ho deciso di intraprendere questo percorso nella chiesa – dichiara – per approfondire la conoscenza della Parola di Dio. Il cammino formativo verso il diaconato mi ha consentito di frequentare il triennio all’Istituto Superiore di Scienze Religiose a Forlì, fino a conseguire la laurea nel 2014”. Parallelamente al percorso “scolastico”, Zattini ha avviato quello diaconale, con l’acquisizione del Lettorato nel 2011 e dell'Accolitato nel 2014. Nella scelta è stata decisiva anche la volontà di aiutare la sua comunità dei Cappuccini in seguito alla morte di don Lucio Vignoli, nel 2005 e degli amici Bruno e Giovanni, tutti fortemente impegnati in parrocchia. Adesso che è diacono permanente, Daniele ha tre precisi ambiti d’impegno ecclesiale da portare avanti: il servizio all’altare (letture, omelia, celebrazione di battesimi e matrimoni, funerali, direzione della preghiera, benedizione eucaristica e distribuzione della comunione), l’evangelizzazione (portare il Vangelo dove il sacerdote non può arrivare, essere animatori in mezzo ai fedeli, curare e dirigere la catechesi, assistere gli ammalati) e infine servizio alla carità (scoprire i bisogni della comunità parrocchiale, degli ammalati, dei poveri, dei sofferenti in genere). Sono tutti compiti impegnativi, per i quali Zattini potrà contare sul sostegno di moglie e figli, oltre che dell’intera comunità dei Cappuccini, apripista a Forlì dell’ascolto e del servizio al prossimo.
 

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