Civitella, "astinenza da hashish" dietro i danneggiamenti alla caserma dei Carabinieri. Preso il responsabile. E il padre chiede scusa in lacrime

Non c'è un perchè dietro ai danneggiamenti a colpi di ascia avvenuti in due circostanze in pieno giorno

Il padre ha chiesto scusa in lacrime. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Meldola, sotto la guida del sottotenente Gino Lifrieri, e di Civitella, al comando del maresciallo Marco Buconi, hanno individuato il responsabile dei danneggiamenti commessi alla caserma della località bidentina, in Piazza Giacomo Matteotti. Non c'è un perchè dietro ai danneggiamenti a colpi di ascia avvenuti in due circostanze in pieno giorno. Tuttavia sarebbe riconducibile ad una crisi d'astinenza da droghe leggere, secondo quanto appurato dagli investigatori sulla base della testimonianza dei familiari del responsabile. Ad essere arrestato, con le accuse di violenza, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e porto abusivo dell'arma, accuse alle quali si aggiunge la denuncia per interruzione a pubblico servizio, un incensurato operaio agricolo marocchino di 21 anni, residente a Civitella.

Il primo atto del danneggiamento è andato in scena lunedì mattina. A notarlo, verso le 12.30, un carabiniere che stava rientrando in caserma dopo un'attività di servizio. In particolare erano stati danneggiati il campanello e la postazione citofonica con un oggetto riconducibile ad un'ascia. C'erano alcuni tagli netti, di una decina di centimetri di lunghezza e anche profondi. Il fatto ha destato un allarme generale, anche dal comando provinciale dell'Arma. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni residenti della zona ed in particolare qualcuno ha riferito di aver visto un soggetto camminare sul marciapiede impugnando un'ascia da boscaiolo con manico lungo e la parte in metallo arruginita.

La mossa vincente ai fini investigativi si è rilevata il trasferimento al piano terra degli uffici investigativi. Mercoledì mattina, intorno alle 10.30, il maresciallo Buconi e il piantone di servizio hanno avvertito alcuni rumori sospetti. I due militari sono usciti appurando del nuovo attacco. Qui hanno sorpreso un ragazzo che correva sul corso principale in direzione della Piazza, infilandosi in un portone ad una cinquantina di metri dal comando. Era la sua abitazione. Il giovane, "beccato" in flagranza, è stato fermato e disarmato.

"Sono stato io, anche nel primo caso", ha subito confessato. Nel secondo attacco ha danneggiato la tabella in plexiglass con la scritta "Comando stazione Carabinieri Civitella". Il 21enne è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso. Inizialmente collaborativo, ha assunto un atteggiamento improvvisamente violento. Mentre alcuni militari stavano interrogando il padre e il fratello del ragazzo, quest'ultimo ha aggredito un maresciallo del Nucleo Operativo e Radiomobile che lo stava piantonando, stringendogli le mani al collo. Subito i colleghi sono accorsi in soccorso, bloccando il giovane. Processato per direttissima, davanti al giudice Monica Galassi (pubblico ministero di turno Laura Brunelli) ha patteggiato 7 mesi, tornando in libertà poichè incensurato.

I danneggiamenti non sarebbero riconducibili ad un odio nei confronti dell'Arma. Ascoltando i familiari, in particolar il fratello, è emerso che il 21enne farebbe uso di droghe leggere, come hashish. E nei casi di astinenza assumerebbe un atteggiamento aggressivo, anche nei confronti dei familiari. L'ascia, insieme ad un'altra trovata nell'abitazione, sono di proprietario dell'affittuario dell'abitazione. Entrambe sono state sequestrate. Una famiglia tranquilla, arrivata a Civitella nel 2009. Il 21enne, dopo il percorso scolastico, si è inserito lavorativamente in un'azienda agricola della zona.

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