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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Forlì e il legame con Dante, "Più eventi a Ravenna? La storia non si cancella"

Così lo storico Gabriele Zelli stoppa sul nascere la polemica relativa alla differenza di iniziative tra Forlì e Ravenna in calendario in questi giorni in occasione dell’anniversario della morte

"Per far emergere il legame profondo tra Forlì e Dante occorrerebbe una disponibilità di fondi ben maggiore e il coinvolgimento di personaggi del mondo della cultura, della musica e del teatro di livello nazionale e internazionale. Però è assolutamente sbagliato classificare di secondo piano le conferenze" in programma nella città mercuriale. Così lo storico Gabriele Zelli stoppa sul nascere la polemica relativa alla differenza di iniziative tra Forlì e Ravenna in calendario in questi giorni in occasione dell’anniversario della morte.

La città dei mosaici sta ospitando in questi giorni la rassegna "Dante 2021. Verso il VII centenario della morte di Dante Alighieri", che quest'anno ha come titolo "Con l'animo che vince ogni battaglia" (Inferno XXIV v. 53). "Come di consueto, nel mese di settembre, la città dov'è sepolto il Sommo Poeta ha organizzato un programma che prevede incontri, concerti, letture e spettacoli teatrali di indubbio valore e capacità di coinvolgimento - ricorda Zelli -. Proprio prendendo spunto dagli appuntamenti previsti a Ravenna, alcuni amici mi hanno fatto immediatamente notare come le iniziative previste a Forlì in questo stesso periodo non hanno nessuna possibilità di competere con quelle della città bizantina e che l'idea di indicare Forlì come città dantesca, come da tempo Marco Viroli e il sottoscritto hanno rivendicato, è destinata a naufragare miseramente".

Non si è fatta attendere la replica dello storico, che ha evidenziato come "la disponibilità finanziaria di cui si dispone a Ravenna non è minimamente paragonabile a quella di cui può disporre l'Associazione "Direzione 21", che si è costituita da poco proprio per affermare come l'anno 1302 Forlì fu una tappa fondamentale della vita di Dante Alighieri. Ed è su questo assunto che i forlivesi devono fare leva perché gli eventi di quel periodo, determinano la sconfitta definitiva del tentativo dei Guelfi bianchi e di Scarpetta Ordelaffi, signore di Forlì che li sosteneva, di sovvertire la situazione militare e politica di Firenze e di consentire ai tanti esuli fiorentini di rientrare in patria. Questo segnò il destino di Dante che da quel momento in poi visse come esule, con tutte le conseguenze del caso, sia economiche, sia affettive, i successivi diciannove anni della sua vita. Compreso il fatto che la Divina Commedia, l'opera letteraria ancora oggi tra le più studiate e tradotte al mondo, fu elaborata quasi integralmente in Romagna, fra Forlì e Ravenna".

"È ovvio che per far emergere il legame profondo tra Forlì e Dante occorrerebbe una disponibilità di fondi ben maggiore e il coinvolgimento di personaggi del mondo della cultura, della musica e del teatro di livello nazionale e internazionale", ammette Zelli, il quale rimarca come sia "assolutamente sbagliato classificare di secondo piano le conferenze che terranno lo storico Gianluca Brusi su "Dante e la Forlì del Trecento" e la studiosa Manuela Racci su "L'eros in Dante" in programma a Palazzo Romagnoli, via Albicini 12, Forlì, alle 17 rispettivamente i prossimi venerdì e 21 settembre, sia per la preparazione e la cultura che i due relatori possiedono, sia per gli interessanti argomenti che verranno trattati, nonché per il fatto che sono concittadini di cui va apprezzato il costante impegno civico e culturale. Così come di rilievo sarà la conferenza, promossa dall'Accademia dei Benigni, che terrà Giuliano Ledda, dell'Università di Bologna, su "Dante e Ovidio: memoria e riscrittura dei miti classici nella commedia", in programma domenica alle 17, nella Chiesa di San Donato di Polenta, dove, come si narra, Dante vi si fermò a pregare quando era ospite dei da Polenta a Ravenna".  

Conclude Zelli: "La figura di Dante, sostiene il professor Wen Zheng dell'Università di Pechino, è già diventata un sistema di riferimento per i cinesi in cerca della propria identità nazionale e una via d'uscita dalle crisi sociopolitiche. Nella storia mondiale è raro che, secoli dopo la sua morte un poeta occidentale abbia esercitato un influenza così profonda sul destino di un paese così lontano". Se questo succede in Cina perché non dovrebbe avvenire in Romagna, evitando almeno una volta i campanili, dove Dante è stato accolto e protetto dopo che non poté rientrare a Firenze perché era stato condannato a morte? La storia non si può cancellare, semmai va studiata". 

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