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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Dal parcheggio conteso ad una manovra azzardata: la lite spesso si trasforma in violenza

Lo speciale Osservatorio il Centauro – Asaps sulle aggressioni fisiche su strada fra conducenti, nel 2013 ha registrato 143 episodi gravi nei quali 198 persone hanno riportato lesioni fisiche, 49 delle quali ferite molto gravi

Spesso, sempre più spesso, è noto, l’aggressività stradale si declina in vera e propria violenza e aggressione fisica fra automobilisti e conducenti di veicoli in generale. I motivi? Una manovra azzardata, un sorpasso rischioso, una svolta non segnalata e frequentemente un semplice parcheggio conteso. Lo speciale Osservatorio il Centauro – Asaps sulle aggressioni fisiche su strada fra conducenti, nel 2013 ha registrato 143 episodi gravi nei quali 198 persone hanno riportato lesioni fisiche, 49 delle quali ferite molto gravi. Si sono poi contate anche 5 vittime mortali.

"Questi dati della più assurda delle violenze ci dicono anche che per 32  volte sono state usate armi proprie (coltelli, pistole eccetera) e in 27 casi armi improprie (cacciaviti, cric, mazze da baseball, ombrelli, bastoni o la stessa vettura) - esordisce il presidente di Asaps, Giordano Biserni, che riporta i dati del 2013 dopo l’uccisione a Roma di un 33enne a colpi di cacciavite per una lite stradale -. Il violento non è, come si pensa, prevalentemente un “predatore” notturno infatti dei 143 episodi registrati ben 130 sono avvenuti di giorno (90,9%) e solo 13 di notte (9,1%), probabilmente le ore diurne e di punta sono quelle del maggior stress alla guida".

"In 19 casi l’aggressore era uno straniero (13,3%), solo 8 poi le ebbrezze certificate, pari al 5,6%. Dati  del tutto distonici rispetto alle aggressioni agli agenti su strada nei quali gli stranieri sono stati protagonisti nel 39% dei casi o nei quali  l’alcol o la droga sono stati fattore scatenante nel 32,6% degli episodi violenti - conclude Biserni -. Sono 24 le aggressioni registrate in Campania, 21 in Lombardia, 14 nel Lazio, 13 in Puglia, 12 in Toscana, 10 in Emilia Romagna. La divisione per genere degli aggressori? Semplice, in pratica tutti uomini e di tutte le età, anziani compresi".

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