Quarantene e isolamento domiciliare, un esercito di più 1.700 forlivesi bloccati in casa

Un documento dell'Ausl Romagna descrive in modo meticoloso cosa fare e come comportarsi quando in casa c’è un familiare o una persona in quarantena

Bloccati in casa dal covid-19. Chi perchè direttamente infettato, chi per aver avuto contatti con positivi. Attualmente nella sola Forlì sono 1.708 gli abitanti che si trovano in isolamento domiciliare o in quarantena perchè malati o perchè in attesa dell'esito del tampone. In sostanza, le persone che non possono "stare in comunità". Considerando che la città mercuriale conta di circa 118mila abitanti, l'1,14% della popolazione è chiuso in casa, impossibilitato a varcare la porta d'ingresso e a seguire delle indicazioni fornite dall'Igiene Pubblica, tra le quali quelle di evitare spostamenti all’interno dell’abitazione stessa durante la presenza degli altri conviventi.

Un documento dell'Ausl Romagna descrive in modo meticoloso cosa fare e come comportarsi quando in casa c’è un familiare o una persona in quarantena. Si tratta di consigli e accorgimenti tutt’altro che scontati. Per quanto riguarda i contagiati che non necessitano di cure in ospedale, dopo dieci giorni di isolamento arriva l'atteso momento del tampone di verifica. Col responso negativo termina la quarantena, se risultata ancora positivo l'isolamento prosegue fino al ventunesimo giorno dall'inizio della convivenza col covid-19, secondo la circolare emanata il 12 ottobre scorso dal Ministero della Salute. Se invece una persona è entrata in contatto con un conoscente infettato, dovrà rimanere isolato per 14 giorni. Ma la reclusione può concludersi in anticipo se la persona si sottopone al tampone e l'esito è negativo.

Per contattare gli operatori dell’Unità Operativa dell'Igiene Pubblica di Forlì è possibile chiamare i numeri 0543 733580 e 0543 733540. L'Ausl Romagna ha attivato anche un servizio di supporto psicologico dedicato esclusivamente a operatori sanitari, pazienti in isolamento e i familiari di questi ultimi. Il servizio, in collaborazione con il programma di psicologia aziendale, offrirà consulti che avverranno prevalentemente per telefono o via Skype. Il servizio è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, contattando il numero 339 2106631 o inviando una mail a psicologia.emergenza@auslromagna.it.

La circolare del Ministero

La circolare chiarisce che l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Casi positivi asintomatici

Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di Sars-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici

Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di Sasrs-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per Sars-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia 4 che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici

I contatti stretti di casi con infezione da Sa-CorsV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. Nella circolare si raccomanda di "eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze; prevedere accessi al test differenziati per i bambini; non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità; promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing. La circolare ridefinisce i criteri per porre fine all'isolamento/quarantena ed è applicabile dal momento in cui è stata pubblicata. Pertanto, tali criteri potranno essere applicati anche a chi era già in isolamento/quarantena al momento della loro emanazione". 

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