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Zanzara tigre, il nemico numero uno dell'estate. La prevenzione funziona: dati incoraggianti

L'insetto nero con striature bianche, originario del Sudest asiatico, è molto aggressivo e punge prevalentemente di giorno, oltre che essere un potenziale portatore di malattie virali tropicali, come la febbre dengue e chikungunya

Odiose, fastidiose e succhia sangue. Ormai bisogna farci l'abitudine. E il caldo che non accenna ad attenuarsi ne sta prolungando la persistenza. Le zanzare tigri ormai sono diventate da decenni il nemico numero uno dell'estate. L'insetto nero con striature bianche, originario del Sudest asiatico, è molto aggressivo e punge prevalentemente di giorno, oltre che essere un potenziale portatore di malattie virali tropicali, come la febbre dengue e chikungunya. Regione e Comuni hanno dichiarato guerra all'insetto, con trattamenti di disinfestazione ai quali si chiede anche la collaborazione dei cittadini che spesso viene a mancare. Ma i risultati della stagione 2019 sono positivi grazie alla campagna di prevenzione. A Forlì ciascun mese estivo ha registrato una presenza inferiore rispetto a quella della passata stagione. 

Il monitoraggio

La campagna di monitoraggio, alla quale Arpae è parte attiva, è iniziata da fine maggio con cadenza quindicinale impiegando 755 ovitrappole in 10 Comuni capoluogo. L’attività consiste nel verificare la presenza della zanzara allo stadio di uovo, analizzando campioni depositati in ovitrappole. Si tratta di un metodo di sorveglianza indiretto che permette di seguire nel tempo la dinamica della popolazione di zanzare e fornire un supporto all’amministrazione comunale per programmare le disinfestazioni. Le ovitrappole consistono in contenitori di colore nero contenenti una piccola quantità di acqua e una listella di masonite che simula la condizione ideale per attrarre le zanzare alla ricerca di un luogo in cui deporre le uova. Ogni settimana le listelle vengono esaminate per identificare e contare le uova di zanzara tigre, con l’ausilio di uno stereomicroscopio.

I risultati

"In Emilia Romagna si stima un calo di -10 % rispetto all'agosto dello scorso anno, e si stima un aumento del 31% rispetto alla media calcolata negli ultimi 5 anni - si legge nel rapporto del gruppo di coordinamento regionale -. La densità elevata di popolazione registrata lo scorso agosto, anche se minore rispetto al 2018, è dovuta in buona parte a fattori climatici come la persistenza di alte temperature anche nella seconda metà di agosto a differenza degli ultimi anni in cui si erano registrate piogge e cali di temperature".

Il confronto

Ponendo a confronto la densità media di infestazione in agosto rispetto allo stesso mese del 2018, è emerso un aumento del 37% a Ravenna, del 17% a Piacenza e del 13% a Parma, mentre il maggiore calo si è registrato nel Comune di Bologna (-28%). Anche a Forlì si è registrato un calo considerevole del 23%: il numero medio di uova è stato di 562 per ovitrappola a fronte di 769 dell'anno precedente.  A luglio la flessione era stata del 27%, mentre a giugno del 24%. "La minor densità rilevata a inizio monitoraggio è probabilmente dovuta al ritardo con cui la prima generazione di zanzare si è sviluppata dalle uova che hanno superato l’inverno, in linea con le basse temperature registrate nel mese di maggio", è la spiegazione data dagli esperti. Cali significativi sono stati registrati ad agosto anche Cesena (-27%) e Rimini (-22%). "Usando la serie storica dei dati di monitoraggio raccolti e validati negli ultimi 5 anni, si stima che nel 2019 la densità di popolazione di Zanzara Tigre dovrebbe calare dalla seconda metà di settembre", annuncia il gruppo di coordinamento regionale.

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