Incidenti, calo record della mortalità in provincia: 22 vittime nel 2013

"Per associazioni come l’Asaps - aggiunge Biserni - nata proprio in questa provincia nel lontano 1991, questo risultato è motivo di grande, grandissima soddisfazione"

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Cala il numero di incidenti mortali nella provincia di Forlì-Cesena. E' quanto emerge dal dato presentato dall'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale. "Nel 2013 sono state 22 in tutto rispetto alle 32 vittime del 2012 - esordisce il presidente Giordano Biserni -, come dire 10 lenzuoli bianchi in meno stesi sulle strade del nostro territorio e un calo del 31,2%. Un record, che nel 2014 potrebbe essere ancora ulteriormente migliorato".  

"Per associazioni come l’Asaps - aggiunge Biserni - nata proprio in questa provincia nel lontano 1991, questo risultato è motivo di grande, grandissima soddisfazione. Negli anni ‘90 nella provincia si contavano mediamente dai 60 ai 70 morti l’anno. Nel primo decennio degli anni 2000 la media si era ridotta intorno a 50-55 vittime l’anno. Dal 2011 eravamo scesi a 45 vittime che sono diventate 32 nel 2012 e 22 nel 2013.     Ripetiamo l’analisi che avevamo già fatto ad inizio 2014. Sembra più a rischio il territorio cesenate. Infatti dei 22 incidenti mortali 9 sono avvenuti nell’area forlivese, 13 in quella cesenate, 18 di giorno e 4 di notte".

"In netta prevalenza gli uomini con 16 decessi, sono invece 6 le donne - aggiunge il presidente di Asaps -. Le fasce d’età non vedono vittime da 0 a 18 anni, sono 6 invece le vittime fra i 18 e i 30 anni, altre 6 da 30 a  65 anni e 10 oltre i 65, a dimostrazione di come gli anziani stiano diventando le prime vittime sull’asfalto. Il maggior numero di decessi si è contato sulle strade statali e provinciali con 10 morti,  seguono le strade urbane con 9 vittime e le autostrade con 3. La suddivisione per categoria di veicoli segnala 13 decessi fra i conducenti o trasportati su veicoli a 4 ruote, 4 vittime fra i ciclisti e 2 fra i motociclisti, un altro record positivo per questa categoria che negli anni viaggiava quasi sempre con decessi a doppia cifra. 3 invece i pedoni che hanno perso la vita".

"Certamente in questa declamazione di dati così positiva si staglia l’ombra dei decessi dei forlivesi per incidenti stradali avvenuti fuori provincia che aggiungono altre 6 vittime nel conteggio - continua Biserni -. Su questo versante basta ricordarne uno per tutti: la tragedia delle due giovanissime Beatrice e Sara le ragazze di Forlimpopoli, scomparse un maledetto sabato notte di giugno, una vera sconfitta per chi si occupa di sicurezza stradale. Aggiungiamo anche un altro dato estremamente positivo: in Romagna le stragi del sabato sera se non sono scomparse, sono comunque fortemente ridotte".

"Nel 2013 l’Osservatorio il Centauro – Asaps ha registrato 19 eventi nelle notti del venerdì sul sabato e del sabato sulla domenica con almeno un conducente sotto i 30 anni di età - prosegue Biserni -. Sono state 3 le vittime in provincia di Ravenna (con Beatrice e Sara) 2 in provincia di Forlì – Cesena e una a Rimini. Sono lontani i tempi in cui 2-3  famiglie piangevano un loro ragazzo ogni settimana. I dati del 2013 sono il risultato dell’impegno delle istituzioni, delle forze di polizia e delle associazioni impegnate su questo versante da anni.     

Quali le cause di questo risultato clamoroso? Replica il presidente di Asaps: "Non si dica che è calato il traffico per cortesia. Il primo vero balzo positivo emerge dopo il 2003, cioè dopo la patente a punti, il secondo dal 2008, dopo l’utilizzo quasi sistematico dell’etilometro. Poi va detto che è tramontato, o molto ridotto,  il modello del nomadismo di massa dei giovani nel fine settimana verso i locali della riviera.  Infine le tante campagne comunicative per la sicurezza stradale hanno dato il loro contributo. La miglior risposta a quanti, superficialmente, spesso dicono che si parla molto ma sulle strade non cambia niente. Non è così. Nella nostra provincia è cambiato tutto. Un calo ulteriore (ma per prudenza tacciamo) è prevedibile per il 2014. La politica parla poco di incidenti stradali, allora lo facciamo noi. E se la provincia di Forlì-Cesena si desse un “obiettivo zero” sul modello svedese? Perché non accettare la sfida?".

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