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Il Babbo Natale dei bimbi sofferenti in Vaticano per l'udienza generale del Papa

Le Udienze generali non sono celebrazioni liturgiche, ma momenti riservati ai pellegrini e visitatori per ascoltare il papa e ricevere la sua benedizione apostolica. Di solito includono un breve saluto del Santo Padre

Ribalta vaticana per il Babbo Natale dei bimbi sofferenti. Ci sarà anche il forlivese Davide Marchetti all’Udienza Generale di papa Francesco in programma mercoledì 2 settembre, in piazza San Pietro a Roma. Per il singolare Babbo Natale, da più di vent’anni sulla breccia solidale, non sarà una giornata come tutte le altre: il volontario sarà pubblicamente menzionato dallo stesso pontefice per la sua infaticabile azione caritativa in favore dell’infanzia ammalata.

Le Udienze generali non sono celebrazioni liturgiche, ma momenti riservati ai pellegrini e visitatori per ascoltare il papa e ricevere la sua benedizione apostolica. Di solito includono un breve saluto del Santo Padre nelle lingue dei pellegrini presenti, al termine della catechesi del giorno. Ed è qui che Marchetti sarà espressamente salutato dal papa, divenendo implicitamente un esempio per le migliaia di fedeli presenti. Sono in molti ad inviare una sorta di curriculum al pontefice per un’eventuale citazione nel corso dell’Udienza generale, ma pochi ci riescono. “Quando mi è arrivata la risposta del Vaticano – dichiara Davide - con il placet alla mia partecipazione e menzione, mi sono commosso”.

el maggio 2013, Marchetti è stato ricevuto in Municipio a Forlì dall’allora sindaco Roberto Balzani, che l’ha ringraziato a nome della collettività per il grande impegno profuso nel ruolo del Babbo Natale dei bimbi sofferenti. “Non ricordo l’anno in cui ho cominciato, ma sono certo che i miei due figli erano ancora piccoli. Poi, durante uno dei tanti viaggi a San Giovanni Rotondo come coordinatore del gruppo di preghiera Padre Pio di Santa Maria del Fiore (che oggi coinvolge quasi 400 fedeli, n.d.r.) mi sono accorto delle troppe creature ricoverate nella Casa Sollievo della Sofferenza e già al capolinea della loro esistenza”. Davide comincia ad indossare il tradizionale abito rosso con barba bianca che non è ancora dicembre, per dismetterlo ad Epifania bella che conclusa. Solo così riesce a rispondere concretamente alle 500 letterine che gli arrivano in media ogni anno. Sono ormai due decenni che l’idraulico forlivese prestato alla solidarietà mette di tasca propria i denari per acquistare gli onerosi doni richiesti dai bimbi infermi di tutt’Italia.


"Non siamo un’onlus e l’unico sostegno per comprare e confezionare i doni desiderati viene da amici e volontari di Forlì, Cesena e Cervia”. Davide Marchetti sprizza soddisfazione da tutti i pori. Chi l’ha detto che l’impegno di un volontario deve essere totalmente disinteressato? Il fatto di essere menzionato da Papa Francesco nel corso dell’Udienza Generale di mercoledì, per Marchetti sarà una ricompensa più che lauta di tutte le fatiche sostenute sinora. La prima grande ricompensa per il singolare Babbo Natale rimane, però, la gioia sul volto delle creature che incontra ad ogni viaggio della speranza. Il sorriso di quei poveri piccoli “cristi” alla vista del volontario forlivese che sta per recare loro il dono tanto desiderato, non ha prezzo.

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