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Mille chilometri per il Babbo Natale dei sofferenti per portare l'ultimo abbraccio

Davide Marchetti, il Babbo Natale dei bimbi sofferenti, ha macinato altri mille chilometri in 24 ore, dopo quelli fatti a Pasqua, pur di portare il regalo tanto atteso ad un piccolo moribondo ricoverato nel reparto di Pediatria Oncologica della "Casa Sollievo della Sofferenza" di S.Giovanni Rotondo.

Davide Marchetti, il Babbo Natale dei bimbi sofferenti, ha macinato altri mille chilometri in 24 ore, dopo quelli fatti a Pasqua, pur di portare il regalo tanto atteso ad un piccolo moribondo ricoverato nel reparto di Pediatria Oncologica della “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo. E’ stato più forte di lui: il volontario forlivese, che nella vita fa l’idraulico, non ha resistito al richiamo di Flavio, bimbo “terminale” che non faceva altro che chiedere di lui.

Il primo incontro di Marchetti con lo sfortunato ragazzo era stato in gennaio. La provvidenziale amicizia con un meccanico del team Ducati, aveva fruttato al singolare Babbo Natale un casco firmato dal campione Andrea Dovizioso, che è forlivese e corre in MotoGp. Davide si era precipitato in Puglia con il regalo, pur di strappare un sorriso al suo Flavio ormai allo stremo. Davide e il ragazzo si sono rivisti a Pasqua: al piccolo leucemico non sono serviti i due trapianti di midollo donato dal padre e dalla madre, però resiste un altro mese, tenacemente attaccato alla vita, prima di cadere nell’ennesima crisi, quella fatale.

Sabato 24 maggio squilla il cellulare di Marchetti mentre sta varcando la soglia della sua abitazione in via Campo degli Svizzeri, al termine di una giornata di duro lavoro. La telefonata viene dal nosocomio pugliese fondato da San Pio da Pietrelcina nel 1954: “Vieni, Davide, Flavio è veramente alla fine”. Marchetti obietta di non riuscire a mettersi in viaggio prima del giovedì successivo. La caposala gli passa il ragazzo, che con un filo di voce fa notare un particolare importante: “Davide, giovedì non ci sarò più qua, credo che ritornerò a casa”. Marchetti parte la mattina seguente, portandosi dietro un altro “pensiero” di Dovi, l’idolo di Flavio: una maglietta con autografo.

Tempo cinque ore e il Babbo Natale senza tempo né stagioni, che nel 2013, proprio in questi, era stato ricevuto dall’allora sindaco di Forlì Roberto Balzani, è nuovamente al capezzale del malato: “No, Davide – si sente rispondere dal ragazzo, che non ha più forze, neanche per alzarsi sul letto - non volevo un altro regalo ma solo un abbraccio fortissimo”. La famiglia reclama e domenica sera Marchetti è già di ritorno a Forlì. Fino a giovedì scorso (giovedì…), quando arriva un’altra telefonata da San Giovanni Rotondo, la più temuta: il piccolo era appena spirato, attorniato dai genitori e dai fratelli. Davide, uomo di grande fede, chiude con una certezza sacrosanta: “Flavio è già un angelo del Paradiso”

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