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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Demolito il piedistallo in cemento e rimessa l'opera dedicata all'alluvione lì vicino, il Pd: "Quanto è costato in più l'errore?"

Dal Comune si limitano a parlare di “livellamento” dell'opera d'arte, ma è evidente che qualcosa nel progetto iniziale - “concordato con la Soprintendenza” viene specificato – non ha funzionato

Si infittisce il mistero dell'opera d'arte che alle 17 di giovedì dovrà essere inaugurata, dedicata agli angeli del fango. Dopo la rimozione della statua vera e propria, infatti, a 24 ore dall'inaugurazione il Comune ha proceduto alla demolizione completa del basamento, una platea di cemento di alcuni metri quadri quadro, alta 50 centimetri, che nella mattina di mercoledì è stata rasa al suolo. Dal Comune si limitano a parlare di “livellamento” dell'opera d'arte, ma è evidente che qualcosa nel progetto iniziale - “concordato con la Soprintendenza” viene specificato – non ha funzionato. Mercoledì pomeriggio non c'è più niente dell'installazione, né la base, né l'opera d'arte. Quest'ultima è stata riposizionata in serata, nelle vicinanze dell'area precedente. 

Con la rimozione dell'opera d'arte in acciaio corten, inizialmente si è temuto che le polemiche degli ultimi giorni avessero portato a un furto o un danneggiamento, oppure perfino a un ripensamento dell'amministrazione comunale. Ma non è così. Si tratta della revisione del progetto all'ultimo minuto. Fortemente contestato fin dall'inizio, sia per le scelte estetiche, sia per lo scarso coinvolgimento della popolazione, sia infine per il suo costo in un momento in cui non sono ancora arrivati la gran parte degli indennizzi, alcuni avevano anche puntualizzato la critica sul basamento in cemento, così strettamente nelle vicinanze del monumento di Porta Schiavonia. E' possibile, quindi, che ci sia stato un intoppo dal punto di vista della tutela artistica della Porta.   

La protesta del Pd: "Spiegare l'errore di progettazione"

A volerci vedere chiaro è Jacopo Zanotti, consigliere Comunale del Partito Democratico, che annuncia una richiesta di accesso agli atti amministrativi relativi alla struttura. “E' sinceramente incomprensibile quanto comunicato dal comune di Forlì in merito alle ragioni che avrebbero portato l'Ente a distruggere il monumento in memoria dell'alluvione del maggio '23, solo da pochi giorni installato”, spiega. 

"Si tratta di un'opera - prosegue il Consigliere Pd - che già aveva suscitato molti malumori da parte dei cittadini alluvionati in ragione dell'elevato costo e del poco coinvolgimento degli stessi, che oggi il Comune, a solo pochi giorni dall'installazione, demolisce completamente, riferendo della necessità di una normale manutenzione. Le foto dell'intervento, in realtà, dimostrano un intervento ben più radicale di una normale manutenzione, fermo restando che non si comprende di quale manutenzione necessitasse un manufatto appena installato al costo di quasi cinquantamila euro, per questo ho presentato un'istanza di accesso agli atti per conoscere le ragioni reali della demolizione". Per Zanotti " l'opera, che per gli obiettivi che si prefiggeva avrebbe meritato ben altra attenzione da parte della Giunta, in pochi giorni è stata installata, contestata e demolita: un esempio della confusione che regna in casa Zattini, autore di un pessimo autogol a pochi giorni dal voto".

Anche Michele Valli, segretario comunale del Partito Democratico di Forlì, contesta quanto accaduto: "Ci spiace rilevare la situazione grottesca che si è determinata con l'installazione voluta dell'amministrazione in memoria dell'alluvione che verrà inaugurata il 16 maggio. Ma al grottesco, a cui ormai il sindaco Zattini ci ha abituati, si aggiunge la gravità dei fatti accaduti: innanzitutto si è tanto corso per realizzare il monumento quanto poco ci si è battuti per far avere agli alluvionati i dovuti ristori, e alla mole di denaro pubblico spesa per questa realizzazione, discutibile, si è aggiunta l'ulteriore spesa di aver dovuto immediatamente rimuovere il basamento realizzato poche ore prima".

E aggiunge: "Nella mattina del 15 maggio infatti, sotto gli occhi increduli di tutti, la scultura è stata rimossa per demolire il masso di cemento armato posto a base dell'opera commemorativa. Nel pomeriggio le statue in ferro sono state poi ricollocate nei pressi della posizione originaria. Riteniamo che la pasticciata realizzazione dell'installazione sia stata affrettata senza riguardo per le forme ed il rigore che dovrebbero caratterizzare l’azione di un ente pubblico, e crediamo giusto pensare che ciò sia accaduto per dare il massimo di visibilità all'attuale giunta comunale a circa 20 giorni dal voto. Non è questo lo stile di un’amministrazione seria e vicina ai cittadini".

"Crediamo sia lecito domandare un chiarimento su cosa sia accaduto sul piano tecnico e normativo, e quanto costerà ulteriormente alla comunità questo evidente errore di progettazione e realizzazione di un'opera che,  in piena campagna elettorale, sembra assai più funzionale all'autocelebrazione dell'amministrazione in carica che non alla memoria condivisa del dramma che ha colpito Forlì. Speriamo davvero che la nostra Città riceva per una volta le risposte che merita (non quella già diffusa della “normale manutenzione” a colpi di martello pneumatico), anziché il vittimismo istituzionale di chi fino ad ora non ha saputo ascoltare i cittadini più colpiti e non è stato in grado di dare seguito agli impegni sui risarcimenti", conclude Valli.

La critica dei Verdi: "Chi è l'autore dell'opera?"

A puntare il dito anche l'esponente dei Verdi Turroni Sauro, secondo cui è “una modesta operazione autocelebrativa di chi ha lasciato i volontari senza guida durante l'alluvione”. E domanda ancora: “Apprendiamo in queste ore che l' opera così biasimata in realtà sarebbe stata realizzata dallo scultore cesenate Navacchia, nel suo studio e che numerosi suoi amici ed estimatori ne avrebbero seguito passo passo la realizzazione. Allora come mai l'artista Ido Errani dice di essere lui l'autore? E come mai invece la determina del dirigente comunale affida per 47mila euro ad una ditta di carpentieri l' incarico?  Chiariscano, si tratta di questioni rilevanti, non solo per l'importo dei lavori”.

Rinnoviamo Forlì: "Denaro pubblico che si poteva spendere per gli alluvionati"

Michele Fiumi, portavoce di RinnoviAmo Forlì lamenta "tutto denaro pubblico che sarebbe stato più efficientemente speso nel restauro delle aree alluvionate.  L’intera operazione rende perfettamente l'idea dell'approssimazione in cui versa questa amministrazione, e non da ieri: una visione inadeguata per le esigenze, ed un'azione inefficace quando non dannosa. La superficialità e la mancanza di lungimiranza sono il vero monumento all’azione comunale di questi anni. Crediamo che i forlivesi meritino di più. Ad un anno dall’alluvione vi sono famiglie che non sono ancora rientrate a casa. Mentre il Comune non conosce i numeri di quelle ancora sfollate, nel silenzio dell'Amministrazione e del Sindaco, i soldi continuano a non arrivare”,.

“L’alluvione dello scorso anno è una traccia indelebile nella memoria collettiva di noi romagnoli. Ricordiamo le vittime ogni giorno, mentre deve ancora arrivare il momento in cui sarà opportuno celebrare l’impegno civico dei tanti volontari. Riteniamo che per le ‘celebrazioni’ sia più giusto aspettare la conclusione dei lavori di restauro e il ristoro ai cittadini dei danni alle abitazioni, alle imprese e ai propri beni mobili. A questi si dovrebbe aggiungere l’assistenza alle persone che hanno subito quella terribile violenza, le cui necessità di supporto psicologico di lungo periodo sono state presto trascurate. Solo allora, potremo finalmente festeggiare la rinascita della nostra città” aggiunge Elisa Zecchini, candidata della lista.

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