Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

"Diciamo no alla dad": le famiglie manifestano in Piazza Saffi contro le lezioni online

Tutto il comprensorio Forlivese è alle prese con la didattica a distanza da lunedì scorso, cioè da quando è entrata in vigore l'ordinanza regionale che ha istituito la zona rossa, recependo le direttive dell'ultimo dpcm del governo Draghi

Una manifestazione autorizzata, nel rispetto delle misure vigenti anti-covid, per dire "no alla dad", la didattica a distanza. I genitori scenderanno in piazza sabato pomeriggio in Piazza Saffi alle ore 16. Una mobilitazione, autorizzata dalla questura, "per il normale svolgimento delle lezioni presenza", perchè "la scuola è un diritto e non può chiudere". Le famiglie che parteciperanno alla manifestazione sono invitate ad indossare i dispositivi di protezione individuale e a mantenere le distanze di sicurezze da chi parteciperà.

Tutto il comprensorio Forlivese è alle prese con la didattica a distanza da lunedì scorso, cioè da quando è entrata in vigore l'ordinanza regionale che ha istituito la zona rossa, recependo le direttive dell'ultimo dpcm del governo Draghi. A favore della didattica in presenza si è schierato il sindaco Gian Luca Zattini, il quale, attraverso un post pubblicato su Facebook, ha rimarcato come "l'emersione di focolai nelle scuole non può comportare la chiusura indistinta di tutti i plessi di Forlì e della Romagna. Dopo un anno di convivenza forzata con il Covid, bisogna imparare a fornire risposte mirate".

Zattini ha anche risposto "alle critiche, più che legittime, di alcuni consiglieri dell’opposizione", precisando che "in nessuna circostanza questa Amministrazione ha contestato la fondatezza e la veridicità dei dati epidemiologici forniti dall’Ausl di Romagna. La fiducia nella nostra sanità pubblica resta immutata. Semplicemente, si è espresso il proprio disappunto rispetto alla decisione, riassunta nell’ultima ordinanza regionale, di chiudere le scuole di ogni ordine e grado, sacrificando il diritto allo studio dei nostri ragazzi.  Ciò premesso, non solo il Comune di Forlì si è adeguato alle indicazioni contenute nel provvedimento del Presidente Bonaccini ma è fermamente determinato a farle rispettare. Infine, in 12 anni di Sindaco, prima a Meldola e poi a Forlì, non ho mai polemizzato con i colleghi o contestato le loro scelte. Di certo, non inizierò a farlo oggi".

Nel Forlivese, all'ultimo bollettino diramato mercoledì dall'Ausl ed aggiornato all'8 marzo, si contano cinque focolai nelle scuole del Forlivese, a fronte dei 49 di quelle del Cesenate, i 75 del Riminese e gli 86 del Ravennate. "Non è l’ambiente scolastico il veicolo, ma ciò che ci sta intorno, ossia i trasporti, i capannelli, le trasmissione dall’ambito familiare", aveva sottolineato sabato scorso il direttore generale dell'Ausl Romagna, Tiziano Carradori, nel corso dell'appuntamento Facebook di pubblica utilità organizzato come ogni sabato dal parlamentare forlivese Marco Di Maio insieme al professor Claudio Vicini. Sabato quindi la manifestazione, con le famiglie che chiedono la revoca dell'ordinanza regionale per consentire agli studenti il ritorno sui banchi.

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