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Dietrofront di Esselunga? Caso in consiglio comunale: "Nessun atto nuovo, la variante va avanti"

La 'variante Esselunga' va avanti anche senza l'interessamento di Esselunga ed anzi è prossima alla conclusione dell'iter negli uffici dell'urbanistica del Comune, con l'adozione

La 'variante Esselunga' va avanti anche senza l'interessamento di Esselunga ed anzi è prossima alla conclusione dell'iter negli uffici dell'urbanistica del Comune, con l'adozione, vale a dire l'atto definitivo che permette di andare in Consiglio comunale e aprire la fase delle osservazioni formali dei contro-interessati. E' quanto ha spiegato il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Daniele Mezzacapo nel consiglio comunale di martedì pomeriggio, sollecitato da un question time di Soufian Hafi Alemani, capogruppo del Pd.

Spiega lo stato dell'arte Mezzacapo: “Agli uffici non risulta alcun tipo di atto corrispondente alle affermazioni pubblicate sulla stampa. Non è stato protocollato alcun nuovo atto, per cui resta in essere la procedura di variante, che è prossima all'adozione. Non abbiamo ricevuto alcun ritiro, modifica o voltura da parte del proponente. Qualora la mancanza di interesse corrispondesse a verità, prenderemo atto della scelta del privato proponente”. Mezzacapo non lesina poi frecciate sulla novità, che non è stata resa nota dal proponente, vale a dire dalla società proprietaria della concessione edilizia, la Omnia amministrata da Davide Orioli, ma dall'ex deputato della Lega Gianluca Pini che ha attaccato nella stessa intervista Mezzacapo, accusandolo di aver proceduto su un progetto troppo divisivo.

Pini, infatti, ha commentato la notizia che con un atto notarile avvenuto prima di Natale a Milano sarebbe avvenuta la risoluzione consensuale da entrambe le parti dell'accordo tra proprietario dell'area, la Omnia di Davide Orioli, e l'Immobiliare per conto della catena Esselunga per l'insediamento di un grande supermercato da 2.500 metri quadri a Forlì, il primo che sarebbe dovuto sorgere con il marchio della 'esse allungata' in Romagna. Ma Esselunga era solo una parte in causa e la procedura di variante urbanistica è sempre in atto, non essendo stata ritirata da chi l'ha proposta. E anche in caso di ritiro quello tra via Bertini, via Balzella e via Correcchio resta un grande polo commerciale già autorizzato all'edificazione.

Attualmente, per effetto del Piano del Commercio del 2017, l'area ha già 5 comparti indipendenti autorizzati, di cui 3 da 1.500 metri quadri, con l'unica condizioni di realizzare come prima opera la strada mediana. Il ritiro della variante, quindi, farebbe tornare il progetto allo stato di inizio anno, vale a dire 10mila metri quadri di superficie di vendita commerciale, più altre aree non commerciali (3.500 mq di produttivo). La variante urbanistica in discussione, invece, parte da una richiesta di accorpare due comparti da 1.500 mq per realizzarne uno da 2.500 mq, rinunciando a realizzare gallerie commerciali e diminuendo la superficie di vendita totale da 10.000 a 8.500 mq, togliendo anche il polo produttivo da 3.500. La “taglia” dei 2.500 mq è di mille metri quadri più grande dei supermercati finora presenti a Forlì (escluso quello dell'iper che ne ha 7.500) ma in linea con altri megastore già autorizzati e non ancora realizzati quali quello del Ronco (in costruzione, Conad), Portici (Coop, con l'annessione del negozio di abbigliamento confinante) e l'area dismessa dell'ex Centrale Avicola Romagnola tra viale Risorgimento e viale dell'Appennino. In mancanza di ritiro della variante, se sarà autorizzata dal Consiglio comunale, in via Bertini potrà comunque sorgere un megastore di un'altra insegna della grande distribuzione, tramontato l'interesse di Esselunga. Per questo il comitato 'No al megastore' spiega che la sua battaglia continua  per un' “area verde non merita una colata di cemento” per una “progettualità rivolta al futuro, alla sostenibilità ambientale, alla salute”.

Duro il commento politico del capogruppo Alemani: “Il vicesindaco Mezzacapo ha sempre sostenuto la strategicità del progetto e il sindaco Zattini lo intendeva come di interesse pubblico per la città. Oggi si sconfessa questa posizione e dal nostro punto di vista è una vera e propria abiura a quanto sostenuto finora”. Rileva quindi il problema politico, dato che il dietrofront è stato annunciato da un ex esponente della Lega Gianluca Pini, che non ha mai aderito al progetto di Matteo Salvini e resta ancorato all'idea politica della 'Lega Nord' precedente all'arrivo dell'attuale segretario leghista. “Dentro la Lega si è consumato qualcosa di più grande”, rispetto al 'caso Esselunga', sostiene Alemani. 

Mezzacapo contrattacca: “Il vicesindaco e l'amministrazione non hanno sostenuto la strategicità del progetto, ma hanno solo difeso la legittimità degli atti e l'operato degli uffici. E non è vero che abbiamo convocato un incontro in salone comunale per difenderne la bontà, ma abbiamo partecipato ad un incontro organizzato dal 'Comitato del no'”. Ed infine: “Questa amministrazione non favorisce nessuno”. 

Lauro Biondi, capogruppo di Forza Italia commenta che “questa non è una bella giornata per Forlì. La città perde un'opportunità economica, è una vittoria dell'opposizione, ma rischia di essere una vittoria di Pirro”. Sul punto confuta Alemani: “Questa città ha bisogno di sviluppo e opportunità economiche, per questo serve pianificazione e non varianti ad hoc”. Quindi la proposta: “Andiamo in commissione con una nuova pianificazione commerciale adeguata a questa fase economica”.

Interviene, infine, con una nota l'ex deputato leghista Gianluca Pini: "L'area a breve passerà di mano ad un investitore collegato ad una banca internazionale il quale ha già specificato ad Omnia di non avere interesse alla parte alimentare e tantomeno alla variante. La segreteria del sindaco ha ricevuto ieri mattina la documentazione relativa al ritiro di Esselunga e al passaggio di proprietà imminente. Nella giornata di oggi ho ricevuto da membri della giunta, della maggioranza e dell’opposizione numerosissimi messaggi di ringraziamento per aver risolto, quale consulente dell’investitore, un problema che il vicesindaco in maniera arrogante aveva creato alla città, al centro storico, alla maggioranza, alla giunta e anche agli operatori economici interessati. Mi risulta che lo stesso vicesindaco oggi, in maniera diffamatoria e nervosa, sia stato l’unico ad esprimere una forte contrarietà alla notizia. La gente di buon senso non può non notare la sua inadeguatezza al ruolo ed al fatto che la sua figura sia sempre più di disturbo e meno di aiuto a questa giunta".

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