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Diffamazione ad Acer, la Camera è con Pini (LN): "Suo diritto"

Dopo la giunta per le autorizzazioni, che all'unanimità aveva dichiarato insindacabili le opinioni espresse nei confronti di Acer e dell'allora presidente Ellero Morgagni dall'onorevole Pini, sulla stessa linea è la Camera

Dopo la giunta per le autorizzazioni, che all'unanimità aveva dichiarato insindacabili le opinioni espresse nei confronti di Acer e dell'allora presidente Ellero Morgagni dall'onorevole Pini, anche l'assemblea della Camera dei Deputati ha deliberato all'unanimità che non solo le dichiarazioni dell'on Pini - come si legge nel parere del relatore Leva (PD) - non sono sindacabili in sede di giudizio perchè espresse nell'esercizio del suo mandato ma che se il deputato leghista una volta venuto a conoscenza di ipotesi di reato non avesse sollevato il caso (che ha poi portato ad una incriminazione di Morgagni) si sarebbe reso complice.

“Da segnalare che tutti i gruppi, compreso il movimento 5 stelle, hanno ritenuto assolutamente corretto e legittimo il comportamento di Pini sulla vicenda Acer-Morgagni”, lo rileva una nota della Lega Nord, che continua “Del resto il voto unanime in giunta delle autorizzazioni ed in aula è un evento molto raro e limitato a casi nei quali non vi è nessun dubbio sulla legalità e la buona fede di chi viene accusato. Ora spetta alla Corte d'appello di Bologna decidere se chiudere la vicenda conformandosi alla decisione della Camera dei Deputati o sollevare conflitto di attribuzione innanzi alla Suprema Corte. Scelta, quest'ultima, che comunque non è mai avvenuta in caso di unanimità”.

Da parte dell'on Pini solo poche parole: "Ringrazio la giunta e l'assemblea per una delibera che riconosce la mia buona fede e sono lieto che tutti i gruppi parlamentari, senza alcuna distinzione, abbiano riconosciuto la mia onestà e correttezza nella vicenda Acer. Ora aspettiamo che la Corte d'appello si esprima".

Con questa decisione, in sostanza, si potrebbe ribaltare in Appello la condanna del parlamentare della Lega Nord, che era stato condannato per diffamazione a mezzo stampa ai danni dell'ex presidente di Acer Forlì-Cesena, Ellero Morgagni. Nel luglio 2012 la sentenza stabilì che il deputato del Carroccio doveva risarcire la parte offesa con 10mila euro e pagare le spese legale. Anche l'Acer dovrà esser risarcito di 10mila euro. Il bubbone scoppiò nel 2009, in seguito ad alcune affermazioni di Pini. Il leghista aveva avanzato dei dubbi sugli appalti affidati per la costruzione di alloggi di edilizia residenziale e sull'investimento della somma di 500mila in obbligazioni Lehamn Brothers, l'istituto di credito americano fallito nel 2008.

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