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Diga, c'è il progetto: acqua di Ridracoli in tutta la città

Nel giro di due o tre anni l'acqua di Ridracoli arriverà, in uguale percentuale, in tutta la città. "Il protocollo con Hera è stato firmato" spiega il presidente di Romagna Acque Ariana Bocchini a Forlitoday

Nel giro di due o tre anni l'acqua di Ridracoli arriverà, in uguale percentuale, in tutta la città. “Il protocollo con Hera è stato firmato – spiega il presidente di Romagna Acque Ariana Bocchini a Forlitoday - prevede un sistema di tubature che convoglino l'acqua dei pozzi e quella della Diga nelle vasche di Monte Casale (sopra Forlimpopoli) che da qui verrà distribuita, miscelata, in tutta la Romagna”. Quindi la percentuale di acqua dei pozzi sarà massimamente diluita.

I tecnici sono già al lavoro sul progetto, che prevede l'investimento di un milione di euro dei 5 messi a bilancio da Romagna Acque, ogni anno fino al 2023, per gli interventi di manutenzione straordinaria. “si tratta di un lavoro molto impegnativo, serviranno 2 o tre anni per la realizzazione”, Conclude Bocchini.

La rete distributiva attuale
La rete adduttrice dell'Acquedotto di Romagna si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 320 km, all'interno del territorio romagnolo. A questa si aggiungono circa 180 Km di condotte a servizio delle fonti locali. In particolare l'acqua proveniente dall'impianto di potabilizzazione di Capaccio viene trasferita fino alle vasche di carico di Monte Casale di Bertinoro (190 m sopra il livello del mare), attraverso una condotta principale lungo la quale sono state realizzate tre spillature per la consegna della risorsa idrica ai Comuni di Santa Sofia, Cusercoli e Meldola.

Dalla cerniera idraulica di Monte Casale si sviluppano i due rami principali dell'acquedotto, le cui condotte formano due ampi anelli, uno in direzione nord-ovest ed uno in direzione sud-est.Oltre all’invaso di Ridracoli sulla provincia di Forlì-Cesena sono presenti altre fonti di natura prevalentemente sotterranea (ovvero di falda), che nel corso del 2011 hanno contribuito al soddisfacimento di circa il 40% del fabbisogno idrico per usi civili della provincia, attraverso una serie di pozzi situati sia nel cesenate che nel forlivese.
In particolare nel territorio sono presenti 6 principali centrali di potabilizzazione: Montaspro, Pandolfa, Romiti a Forlì, Quarto di Sarsina, Mercato Saraceno e Alberazzo di San Mauro Pascoli; 57 pozzi; 8 derivazioni da acque superficiali (pozzi subalveo); 137 sorgenti.

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