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Dimissioni del Papa, l'esperto: "E' come il crollo delle Torri Gemelle"

"Ai cattolici di ogni tempo è stato insegnato che il Papa è il capo visibile della Chiesa Cattolica, Vicario di Gesù Cristo che ne è il capo invisibile"

Ho provato una strana sensazione, questa mattina, alla notizia delle dimissioni del Papa, la stessa di quell'undici settembre 2001 in cui, con il crollo delle Twin Towers, si disse, a ragione che, per il mondo, iniziava un'era nuova. Con il suo gesto “senza precedenti” Benedetto XVI ha, infatti, dato avvio ad un'era nuova per la Chiesa Cattolica. Si, è vero, il primo a fare il 'gran rifiuto' fu Celestino V e tutti i commentatori ce lo stanno ricordando, ma erano tempi ben diversi dai nostri. Quello del “Papa emerito” non è, infatti, un istituto contemplato dal Diritto Canonico, ma soprattutto il Supremo Pontificato non è una carica istituzionale. Il Papa non è, infatti, il Presidente dei Vescovi e la sua designazione non è paragonabile a quella di un Capo di Stato come gli altri.

Ai cattolici di ogni tempo è stato insegnato che il Papa è il capo visibile della Chiesa Cattolica, Vicario di Gesù Cristo che ne è il capo invisibile. Ascendendo al Soglio, egli acquisisce un carisma permanente ed una paternità che, al momento, è difficile comprendere come potrà essere, non tanto esercitata, quanto rappresentata dalla compresenza – piaccia o meno – di due Vicari di Cristo.

Solo Papa Ratzinger sa il perché della sua scelta. Ma noi vogliamo, comunque, azzardarne una: la crisi profonda della Chiesa. Una crisi che ha radici lontane e che, trova il suo primo annunciatore in Paolo VI che dichiarò che, con il Concilio Vaticano II e le grandi storture teologiche, dogmatiche e liturgiche che ne avevano rappresentato l'applicazione, era venuta per la Chiesa “una giornata di buio e d'incertezza” e che da qualche spiraglio “il fumo di Satana si era infiltrato nel tempio di Dio”. Benedetto XVI ha combattuto strenuamente per otto anni questa crisi, ci ha messo la faccia e ha cercato di riportare sulla giusta rotta la 'Barca di Pietro'. Per questo è stato avversato, senza esclusione di colpi pesantissimi, dentro e fuori la Chiesa. Non avrà, allora, voluto prendere in contropiede i nemici per non dar loro tempo di organizzare il "dopo-Ratzinger"? È un pensiero tanto folle?

Daniele Casi (giornalista cattolico)

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