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Coronavirus, "La vita viene prima di tutto. Ricordiamoci degli insegnamenti del prof Amadori"

E' il pensiero del parlamentare Marco Di Maio, dal quale parte un invito ai cittadini a seguire le misure restrittive firmate domenica dal governo e dalla Regione Emilia Romagna

"La situazione è così critica che sono vietati persino matrimoni e funerali. Chi si ostina a far finta di niente di fronte all’epidemia del coronavirus, dovrebbe riflettere su questo. E pensare alla storia di Dino Amadori. Un medico di fama internazionale, sicuramente il più amato in Romagna, dove ha fondato e guidato lo IOR (Istituto oncologico romagnolo) e l’Irst di Meldola". E' il pensiero del parlamentare Marco Di Maio, dal quale parte un invito ai cittadini a seguire le misure restrittive firmate domenica dal governo e dalla Regione Emilia Romagna.

"È scomparso prematuramente per un malore due settimane fa; sabato era stata aperta la camera ardente, allestita in Comune a Forlì, mentre lunedì si sarebbe dovuto svolgere il funerale. Tutto è stato cancellato, per rispettare le disposizioni di legge che vietano assembramenti di persone, come quelli che si verificano generalmente alle esequie di un defunto. Nel caso di Dino, sarebbe stato un bagno di folla - evidenzia il deputato -. La crisi sanitaria che dobbiamo fronteggiare, però, non guarda in faccia a nessuno: nemmeno ad un uomo dello spessore, del prestigio e della grandezza di Amadori. Il funerale non si farà, solo i familiari più stretti potranno rendergli l’estremo saluto (e li ringrazio pubblicamente per la sensibilità che hanno dimostrato in una circostanza così difficile). È giusto così".

"Lo stesso Dino non avrebbe avuto dubbi e avrebbe preso la stessa decisione - continua Di Maio -. La tutela della salute, della vita delle persone, viene prima di tutto: era il suo chiodo fisso. Mi piace pensare che questo sia l’ultimo dei tanti insegnamenti che il professor ha dispensato lungo tutta la sua esistenza. Il suo è un esempio che andrebbe raccontato e spiegato ai tanti che se ne fregano delle raccomandazioni di scienziati, medici ed esperti, continuando ad assumere comportamenti pericolosi per la loro salute e soprattutto per quella degli altri - conclude -. Il professor, con lo stile e la pacatezza che lo hanno sempre contraddistinto, non avrebbe avuto dubbi su come definire costoro: e tutti noi saremmo stati, ancora una volta, d’accordo con lui.

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