Don Quinto Fabbri lascia dopo quasi 10 anni il Duomo. In centro i salesiani lasciano San Biagio

Don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale e Santa Lucia, è stato nominato anche amministratore parrocchiale della Cattedrale e di San Biagio

Don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale e Santa Lucia, è stato nominato anche amministratore parrocchiale della Cattedrale e di San Biagio. Lasciano infatti il loro incarico gli altri due parroci del centro storico, tra cui don Quinto Fabbri. E' la decisione del vescovo Livio Corazza, annunciata domenica mattina. Don Enrico, che è anche rettore del Carmine, resterà parroco di San Mercuriale e Santa Lucia ed inizierà il nuovo incarico a partire dal mese di settembre. La nomina, che segue quella di otto nuovi parroci di domenica scorsa, è stata annunciata con una lettera del Vescovo alle parrocchie dell’unità pastorale del Vicariato Centro Storico, della quale è stata data lettura durante le messe festive di domenica. “Vi annuncio alcuni cambiamenti, per ora provvisori, che riguardano la vostra unità pastorale - scrive il vescovo - e che si sono resi necessari a motivo dell’età e delle condizioni di salute di due dei vostri parroci. Più avanti, passata l’emergenza covid, si valuterà l’eventuale opportunità di ulteriori decisioni”. 

Cambio in Cattedrale

Don Enrico succede in cattedrale a monsignor Quinto Fabbri, parroco dal 2011, “Ho accolto inoltre le dimissioni di monsignor Quinto Fabbri. Siamo grati a don Quinto per il suo ministero energico e fedele e per la cura quotidiana che ha dedicato in questi ultimi anni alla Cattedrale", spiega monsignor Corazza.

Cambio a San Biagio

Lascia, a San Biagio, anche il salesiano don Antonio Simioni, parroco dal 2013. Il vescovo comunica inoltre che i salesiani alla fine del mese di agosto lasceranno il servizio pastorale a San Biagio, ma resteranno comunque a Forlì e proseguiranno la loro preziosa opera educativa a favore dei giovani. "Ho accolto, dunque, le dimissioni di don Antonio Simioni, salesiano, da parroco della parrocchia di San Biagio e lo ringrazio di cuore per il ministero che ha svolto con grande generosità in questi anni, così come ringrazio i Padri salesiani per tutto il bene che hanno fatto nella nostra Diocesi fin dal loro arrivo, ormai ottant’anni fa. Nel contempo, l’Ispettore dei Salesiani, fatte tutte le valutazioni del caso, con grande rammarico ha ritenuto di non poter assicurare per l’avvenire la presenza di un altro parroco salesiano in San Biagio: troppo grande è l’impegno richiesto dalle varie opere salesiane a fronte della scarsità di vocazioni. Per questo motivo, alla fine del mese di agosto 2020, la parrocchia verrà riconsegnata alla cura pastorale dei sacerdoti diocesani. I Padri salesiani, grazie a Dio, resteranno comunque a Forlì e proseguiranno la loro preziosa opera educativa a favore dei giovani, continuando a collaborare con la nostra Diocesi e con l’Unità pastorale del Centro storico”.

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L’arrivo degli emuli di San Giovanni Bosco in città risale al 7 ottobre 1942, in pieno conflitto mondiale, su preciso invito del vescovo monsignor Giuseppe Rolla, che intendeva rivitalizzare il già esistente Oratorio “San Luigi”. Il primo parroco salesiano fu don Antonio Garbin, che di lì a due anni dovette assistere impotente alla distruzione della chiesa parrocchiale quattrocentesca di San Biagio e di 19 povere vite, a causa del bombardamento aereo tedesco del 10 dicembre 1944. I Salesiani non si persero d’animo e hanno consolidato nel tempo la loro presenza a Forlì, grazie alla costruzione dell’Istituto “Orselli Santucci”. L’imponente cittadella educativa inaugurata il 31 gennaio 1954, è sorta a partire dal 1951 davanti alla chiesa di san Biagio, anche per merito di alcuni munifici benefattori, fra cui Guglielmo Foschini. L’Istituto “Orselli Santucci”, strettamente collegato alla Sala multimediale San Luigi divenuta punto d’aggregazione imprescindibile dall’alto della sua ricca dotazione tecnologica, ospita il Convitto Superiori e semiconvitto, lo Studentato Universitario “Don Bosco”, il centro di formazione professionale e (fino ad agosto) la parrocchia/oratorio di San Biagio. Se il Centro nazionale di formazione e aggiornamento professionale Cnos-Fap “Don Bosco” è protagonista della preparazione giovanile al lavoro dal lontano 1954, il convitto universitario è una struttura residenziale che accoglie fino a 90 studenti universitari di età compresa tra i 19 e i 25 anni, provenienti da tutta Italia.

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