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Dipendenti dell'Unione in sciopero, il vicesindaco: "Hanno ragione, ma la situazione è irreversibile"

Il caso sbarca nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, sollevato dai gruppi Pd e 'Forlì e Co'. Nella sua risposta il vicesindaco, con delega alla sicurezza, Daniele Mezzacapo sostiene le posizioni di lavoratori

Fumata nera dall'incontro obbligatorio di conciliazione in Prefettura, i dipendenti dell'Unione dei Comuni andranno verso lo sciopero. Il caso sbarca nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, sollevato dai gruppi Pd e 'Forlì e Co'. Nella sua risposta il vicesindaco, con delega alla sicurezza, Daniele Mezzacapo sostiene le posizioni di lavoratori, che da anni non si vedono riconosciute le progressioni orizzontali (peo), mentre e mancano i super-funzionari con posizione organizzativa (po).

Dice Mezzacapo: “Questa amministrazione riconosce e condivide le rivendicazioni più che legittime dei dipendenti dell'Unione per quanto riguarda 'Po' e 'Peo', tale situazione è però frutto dell'incapacità cronica dell'Unione di intervenire tempestivamente ed efficacemente per il governo dell'ente e dei suoi dipendenti”. Detta i tempi: “Nel mese di gennaio, verranno pagati gli arretrati delle Peo, mentre prima della fine dell'anno ci sarà la selezione per le PO”. Per Mezzacapo la situazione amministrativa dell'Unione dei Comuni è “irreversibile” e la sola “soluzione possibile è l'uscita del Comune di Forlì”, con la precisazione che “nessuno degli altri Comuni dell'Unione sarà danneggiato dall'uscita di Forlì”.

Federico Morgagni, capogruppo di 'Forlì e co' punta il dito sulla “difficoltà lamentata dai sindacati a incontrare il presidente dell'Unione, che è il sindaco Zattini”. E ancora: “Qui sono problematiche vanno avanti da mesi: è il momento di fare, non di rimandare. Ci preoccupa la scelta di uscita, non vorrei fosse un rompete le righe prime del tempo”. Per Soufian Hafi Alemani, capogruppo Pd, “non si sa nulla dell'uscita dall'Unione, i lavoratori vorrebbero avere chiaro il loro futuro”. Contrarietà anche per la scelta di uscire dalla comunità degli enti comunali forlivesi: “Il capoluogo abdica al suo ruolo inevitabilmente preponderante nel territorio”.

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