Martedì, 23 Luglio 2024
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Alluvione, disabile paraplegico ancora senza ascensore dopo oltre un anno: "Sono passati mesi, ma nessuno ci aiuta"

Grazie ad una cooperativa sociale si era trasferito dallo scorso ottobre al 26 giugno insieme alla moglie in un appartamento in affitto al piano terra, visto che nel suo condominio vive al terzo piano, ma i lavori non sono ancora terminati. I disagi toccano anche molte altre famiglie

“È da oltre un anno che nessuno ci aiuta per risolvere il nostro problema e ormai non sappiamo più a chi affidarci”. Non è ancora terminata l’odissea di Talutant Kodra, 50enne paraplegico e invalido al 100% a causa di un incidente stradale avvenuto due anni fa, che dal 16 maggio 2023, giorno dell’alluvione è rinchiuso nell’appartamento al terzo piano in cui vive in via Martiri delle Foibe, non riuscendo a salire e a scendere le scale essendo su una sedia a rotelle. 

La causa dei suoi problemi è la rottura dell’ascensore dovuta alla fitta pioggia abbattutasi su Forlì ormai quindici mesi fa, che ha provocati danni tecnici da quasi 45mila euro, alla struttura installata nel condominio che conta quarantotto appartamenti suddivisi in sei piani. Un guasto che non è ancora stato risolto e che ha costretto Kodra e la moglie a restare chiusi in casa fino allo scorso ottobre, quando si sono trasferiti in un appartamento al piano terra, ma ora che sono rientrati a casa, nulla è cambiato.

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“Nessuno ci sta aiutando – spiega la moglie Vojsava Kodra – e sono davvero avvilita. Per fortuna dallo scorso ottobre una cooperativa sociale, che abbiamo trovato per puro caso, ci ha dato l’appartamento in affitto, ma una decina di giorni fa dovevamo riconsegnarlo e siamo ritornati a casa. Ringraziamo queste persone, perché nessuno del comune o di nessun’altra istituzione ci ha contattati e questo è incredibile. Il 26 giugno siamo ritornati a casa ed eravamo anche abbastanza sereni, perché ci avevano detto che l’ascensore era pronta e che doveva soltanto essere collaudato, ma non era vero. I lavori sono iniziati, ma la ditta che li segue sta ancora lavorando nonostante ci avessero promesso che avrebbero finito ad inizio giugno. Tramite l’amministratore di condominio abbiamo saputo che hanno tanti cantieri in corso in cui operano e quindi nel nostro condominio stanno andando a rilento. Non credo però sia ammissibile che operai lavorino un solo giorno a settimana. Al momento abbiamo pagato un piccolo acconto e la prima rata e a breve dovremo versare la seconda e poi la terza, ma non vediamo sviluppi”.

“È incredibile che non venga data priorità ad un condominio come il nostro di sei piani - continua la signora Kodra -, dove ci sono tante famiglie in difficoltà. Al quarto piano c’è un anziano che vive con il respiratore automatico ed è costretto a sedersi dopo aver percorso pochi scalini e al sesto c’è una coppia che ha avuto un figlio da poco tempo. Ora hanno difficoltà a portare tutto l’occorrente per le scale e prima la moglie era incinta e senza l’ascensore faticava a muoversi di casa. Pochi giorni fa mio marito Taulant aveva una visita e così insieme a mio figlio di 19 anni lo abbiamo portato giù dalle scale e fatto salire con la carrozzina. Una fatica incredibile. Non possiamo più vivere in questa situazione”.

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