Cronaca

Maltempo, la neve sorprende tutti: un lunedì di passione in A14

Tra i caselli di Castel San Pietro e quello di Cesena nord, nelle due direzioni, è stato temporaneamente interdetto l'accesso a tutto i veicoli

La forte nevicata che ha interessato l'Emilia centrale, tra il modenese e il bolognese, e la Romagna occidentale, in particolar modo tra l'imolese e il faentino, ha colto di sorpresa gli automobilisti e gli autotrasportatori in transito sull'A14. Per agevolare l'azione dei mezzi antineve è stato messo in atto il divieto temporaneo di circolazione per i mezzi con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate. Tra i caselli di Castel San Pietro e quello di Cesena nord, nelle due direzioni, è stato temporaneamente interdetto l'accesso a tutto i veicoli. I mezzi sono stati accumulati e tra il bivio per la A14 Bologna-Taranto ed il raccordo di Bologna Casalechio ed in direzione nord tra Arezzo ed Incisa e sull' A14 Rimini nord e Cesena nord verso Bologna. Inevitabili gli incolonnamenti. La situazione caotica è proseguita fino al tardo pomeriggio, quando sono stati riaperti tutti i caselli ai mezzi pesanti.

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Autostrade per l'Italia "raccomanda di mettersi in viaggio solo se equipaggiati di pneumatici invernali o in alternativa muniti di catene a bordo che in ogni caso devono essere sempre montate in Area di Servizio, Area di Parcheggio o piazzola di sosta". Nei giorni scorsi Autostrade, a seguito delle previsioni meteo, ha anticipato le decorrenze delle ordinanze di obbligo di pneumatici invernali o catene da neve a bordo su diverse tratte della Direzione di Tronco di Bologna. Il provvedimento riguarda l'A1 Milano Napoli nel tratto tra Parma e Sasso Marconi, A13 Bologna-Padova, A14 Bologna-Taranto nel tratto tra Bologna e Cattolica, Diramazione per Ravenna, Diramazione Padova Sud, Diramazione Ferrara Sud, Raccordo di Casalecchio, Tangenziale di Bologna.

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Durissima la presa di posizione di Fita Cna: “Ci risiamo. Neve o pioggia, tutti al palo di fronte all’incapacità dei gestori della rete autostradale. Puntualmente ogni anno con i primi fiocchi di neve, o presunta tale, Autostrade per l'Italia, non si rivela capace di gestire situazioni di maltempo previste e in tutto il resto d’Europa gestite con professionalità. Ferma i camion, inibendo loro l’accesso o il transito alle principali strade ed autostrade, come a Cesena Nord e Forlì”: è la protesta vibrante che arriva dagli autotrasportatori Cna-Fita. 

Scrive Daniele Battistini, presidente Cna Fita Forlì-Cesena: “E così le arterie più care d’Europa trasformano l’emergenza in un appuntamento tristemente ricorrente per cui, dopo avere incassato, come ad ogni gennaio, aumenti per i pedaggi, ai primi fiocchi di neve chiudono l’accesso alle autostrade bloccando di fatto l’operatività di migliaia di imprese di autotrasporto e con loro l’economia del Paese. E ovviamente anche nel nostro territorio, dove le criticità si sono avute al casello di Cesena Nord e Forlì, inspiegabilmente chiusi, si sono verificati notevoli problemi alla circolazione con autocarri che non potendo imboccare l’autostrada o la E45 creavano ritardi alla circolazione sulla viabilità ordinaria”.

“Cna Fita si domanda se la chiusura delle autostrade, l’accumulo dei mezzi pesanti a decine di km dall'emergenza neve sia la soluzione più opportuna, se ogni anno i gestori delle strade ed autostrade, soprattutto in situazioni lontane dalla vera emergenza, debbano sempre scegliere la soluzione più semplice, ovvero chiudere le strade, anche a fronte di situazioni che non sono assolutamente di emergenza – continua Battistini -. È intollerabile che nel nostro Paese non si riesca a garantire la libera circolazione delle merci e delle persone a fronte di presunte nevicate largamente previste e gestibili, anche perché le soluzioni per garantire la circolazione ci sono e vanno applicate: la manutenzione preventiva, la pulizia costante della neve dal manto stradale, la salatura, la verifica delle dotazioni degli autocarri permetterebbero alle imprese di autotrasporto di svolgere il loro lavoro e di non perdere tempo e soldi fermi di fronte ai caselli chiusi”.
 
“Le nostre imprese si sono attrezzate per il maltempo, acquistando catene da neve, gomme termiche e tutte le attrezzature che necessitano, con oneri economici di non poco conto, che di fronte al blocco indiscriminato sono assolutamente inutili e soprattutto dimostrano come per l’ennesima volta chi vuole rispettare le regole è sempre sfavorito. I camion fermi costano, gli autisti fermi costano, le merci ferme costano. E a pagare sono sempre gli stessi. È ora che ci si assume certe decisioni irresponsabili sia chiamato a rispondere e pagare”.

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