Disoccupazione, sale la sfiducia tra i giovani. Scende in campo la Caritas

Per i giovani che si affacciano ora nel mondo del lavoro, la vana ricerca di un’occupazione determina un’amara iniezione di sfiducia

Caritas diocesana in prima linea anche nel contrasto alla disoccupazione. La parola d’ordine “Giovani e Lavoro” sottintende un elenco di progetti elaborati di concerto con partner di sicuro affidamento, come la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la “Casa del Cuculo”, l’Associazione Big Bang, il Centro di Solidarietà e la Cooperativa SalvaGente della “Paolo Babini”. Il dramma della mancanza di un impiego è sempre più diffuso e scottante.

Per i giovani che si affacciano ora nel mondo del lavoro, la vana ricerca di un’occupazione determina un’amara iniezione di sfiducia. Gli ultimi dati nazionali relativi ad agosto vedono gli italiani senza lavoro tra i 15 e i 29 anni salire al 44,2% del totale. Ma è grave anche il fenomeno della crescente schiera di adulti che improvvisamente si ritrova senza reddito e nell’incapacità di mantenere una famiglia. In cima alla non invidiabile classifica dei nuovi poveri generati dalla persistente crisi economica, vediamo proprio gli ultraquarantenni disoccupati senza specializzazione.

“In questi casi – dichiara il direttore Caritas Sauro Bandi – ce la mettiamo tutta, in accordo con i partner, per tentare di reinserire le persone che si rivolgono ai nostri Cda”. Trovare lavoro oggi è veramente un’impresa ardua: reiterati colloqui senza esito portano alla frustrazione fino a scivolare nella depressione. “Il nostro obiettivo a monte – continua Bandi – è affrancare queste persone dal bisogno, fornendo loro un sostegno pratico ma anche appigli motivazionali”.

La prima importante proposta di reinserimento si chiama Microcredito. “E’ un progetto – precisa Elena Galeazzi della Fondazione Buon Pastore Caritas Forlì onlus – che portiamo avanti dal 2010 in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi e la Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna. Si tratta di un prestito da un minimo di 2.000 euro ad un massimo di 6.000 per esigenze familiari, che sale a 12.000 euro per attività di impresa. E’ rivolto ai residenti nel territorio comprensoriale di Forlì che siano in temporanea difficoltà e abbiano un progetto di avvio di un’attività autonoma”.

Finora ne sono stati finanziati 72, pari a 400.000 euro erogati. Nel dicembre 2013 si è costituito un gruppo di lavoro diocesano composto da Caritas/Fondazione Buon Pastore, progetto Policoro, Acli e Associazione Centro di Solidarietà per la costruzione di percorsi sperimentali di sostegno famigliare e di reinserimento lavorativo. “Semi di speranza – spiega Maria Antonietta Di Liberto del Centro di Solidarietà - prevede l’attivazione di tirocini formativi e di reinserimento lavorativo in azienda, con la possibilità di erogare vouchers per sostenere il reddito di famiglie in difficoltà e ridare dignità e speranza attraverso il lavoro”.

Fra le esperienze attive nel nostro territorio ricordiamo lo Sportello di orientamento ed educazione al lavoro del Centro di Solidarietà, che nel 2013 ha incontrato 568 persone con l’attivazione di 14 tirocini formativi, e il Punto Famiglia/Sportello Badanti, che da marzo 2013 è gestito dal Consorzio Mestieri in collaborazione con le Acli e la cooperativa Abbracci, con l’obiettivo di favorire l’incontro fra domanda e offerte di lavoro per collaboratori famigliari (badanti, babysitter e colf).

Sempre nell’ottica di un reinserimento lavorativo, ma per ex-detenuti, si pone il progetto Diversamente Liberi, gestito dalla Fondazione Buon Pastore e dal Centro di Solidarietà: “Al fine di rendere più significativo il percorso di rientro – dichiara Antonella Fabbri della Fondazione Buon Pastore – riteniamo sia molto importante partire già dall’interno del carcere, in modo da ricreare una rete a beneficio della persona che si riaffaccia nella società dopo un periodo più o meno lungo d’isolamento”.

Per quanto riguarda il piano prettamente motivazionale, si segnalano il progetto Start Up per l’educazione al lavoro condotto dalla Cooperativa SalvaGente del microcosmo della Paolo Babini, il Laboratorio di teatro sociale su disoccupazione e cittadinanza In travaglio a cura della Casa del Cuculo, e infine il Gruppo di auto mutuo-aiuto per disoccupati “Sono un Eroe!”, condotto dall’Associazione “Big Bang”.

“Nell’estate appena conclusa – dichiara Chiara Giacometti di SalvaGente – abbiamo avviato al lavoro in attività specifiche 57 adolescenti dai 14 ai 18 anni per un totale di 6 settimane”. I giovani sono stati valutati e retribuiti con un corrispettivo minimo concordato con i rispettivi genitori. “Il Laboratorio di teatro sociale – interviene Elena Salvucci della Casa del Cuculo – è rivolto a cittadini di ogni età rimasti senza lavoro. Il nostro compito è stimolare, tramite forme innovative, il dialogo e la riflessione sui temi della disoccupazione e della crisi. L’obiettivo è produrre una perfomance in grado di sensibilizzare la società civile e il mondo delle aziende”.

Lo spettacolo sarà interattivo, invitando il pubblico a pretendere posizione in riferimento ai contenuti emersi in scena. Il percorso si terrà in due fasi dalle 18 alle 20 a partire dal 27 ottobre, al Salone parrocchiale di San Mercuriale. L’iniziativa di rimotivazione più intrigante è quella proposta da “Big Bang”. “La nostra associazione - dichiara il presidente Emanuele Castagnoli - nasce dal desiderio di creare una rete di sostegno alle situazioni di disagio sempre più frequenti sul territorio. Il gruppo di auto mutuo aiuto è formato da persone che, accomunate da un disagio o da una situazione di vita, scelgono volontariamente di incontrarsi per conoscersi e confrontarsi, trovando un luogo dove affrontare le proprie difficoltà e scoprire le proprie risorse.

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Le persone si sostengono nel percorso di cambiamento, attraverso la condivisione delle esperienze vissute, esprimendo liberamente sentimenti ed emozioni”. Big Bang entra a pieno titolo nel mondo del disagio lavorativo, proponendo incontri per disoccupati e sovra indebitati, in cui le singole esperienze e sofferenze diventano risorse per tutti. L’obiettivo è creare una rete di aiuto solidale spezzando la condizione di isolamento sociale e spingendo alla ricerca di una nuova occupazione.

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