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Coronavirus, le disposizioni della Diocesi: chiese aperte, ma niente messa per il Mercoledì delle Ceneri. Stop al segno di pace

"La situazione è in continua evoluzione, pertanto ci si riserva di diramare nei prossimi giorni nuove disposizioni in particolare relativamente alle messe di domenica", afferma il vescovo Livio Corazza

Chiese aperte al culto e alla preghiera individuale, ma con una serie di misure restrittive. Sospese le Messe per il mercoledì delle Ceneri, consentite invece quelle feriali, se celebrate in spazi ampi (non in cappelle), evitando però lo scambio della pace e la distribuzione della Comunione in bocca (verrà invece distribuita sulla mano). Sospesi tutti gli incontri di catechismo, di oratorio, dopo scuola, attività sportive e teatrali nelle parrocchie, e le benedizioni pasquali, fino al primo di marzo. Indicazioni specifiche per come vivere l’inizio della Quaresima, nella preghiera, e in particolar modo il mercoledì delle Ceneri, il 26 febbraio. Sono le indicazioni che arrivano dal vescovi dell’Emilia-Romagna e in particolare dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro e dall’arcivescovo, monsignor Livio Corazza per le attività pastorali e le celebrazioni religiose alla luce delle restrizioni imposte dall’ordinanza per contrastare la diffusione del Coronavirus sul territorio.

La messa per il mercoledì delle Ceneri in programma alla Cattedrale di Forlì, celebrata dal vescovo Corazza. Per consentire a tutti i fedeli di poter seguire la celebrazione, Teleromagna allestirà una diretta televisiva a partire dalle 19.25 e in onda sul canale 14. Il provvedimento è stato necessario per l'emergenza Coronavirus. Facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute, d’intesa con il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019, la Diocesi di Forlì-Bertinoro, in accordo con il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Ceer e con gli altri vescovi della Romagna, ha adottato una serie di disposizioni precauzionali in tutte le attività di sua specifica competenza.

"La situazione è in continua evoluzione, pertanto ci si riserva di diramare nei prossimi giorni nuove disposizioni in particolare relativamente alle messe di domenica - afferma il vescovo Livio Corazza -. Rinnovo l’invito a pregare, nelle case e in famiglia, con ancor maggiore intensità, in particolare per gli amma­lati, per il personale sanitario e per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza sanitaria. La nostra preghiera salga ora incessante al Signore. Pregare è già sperare, il Signore non ci abbandona. Confidiamo nel suo amore e nella materna protezione della Madonna del Fuoco".

Contrariato Mirko De Carli, coordinatore Alta Italia del Popolo della Famiglia: Non mi piace la sospensione della Santa Messa. Non mi piace affatto, soprattutto quando i centri commerciali restano aperti. Siamo sempre più figli del Dio sbagliato: il Dio danaro”. In queste ore difficile c’è un grande bisogno della dimensione pubblica della fede. Tutte le preoccupazioni sono giuste e opportune, ma non diamo in pasto all’ateismo lo sconforto di tanti in questi momenti difficili".

Le disposizioni della Diocesi

1. Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo. Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale.
2. Fino a nuova disposizione sono sospese le celebrazioni con grande afflusso di fedeli.
3. Si possono celebrare le messe feriali, tenendo conto delle indicazioni al numero 1.
4. Per i funerali, si dispone di limitarsi al rito delle esequie nella forma più breve, con la sola presenza in chiesa dei familiari.
5. Fino a nuova disposizione, nelle messe si sospenda lo scambio del segno di pace (che, del resto, non è obbligatorio) e si invitino esplicitamente i fedeli a ricevere la S. Comunione sulla mano e non in bocca.
6. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
7. Le benedizioni pasquali sono sospese fino al primo marzo.
8. Fino al 1° marzo incluso sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione.
9. Il Mercoledì delle Ceneri, 26 febbraio, sono sospese tutte le celebrazioni. In sostituzione di esse i fedeli sono invitati ad un momento di preghiera e digiuno in ogni famiglia. "Siamo tutti uniti in preghiera", è l'esclamazione del vescovo
10.  I Centri d’ascolto della Caritas diocesana e parrocchiali sono chiusi. Previo accordo telefonico possono essere fissati colloqui strettamente necessari in questa settimana.
11. Le mense e i dormitori diocesani funzioneranno secondo le modalità già indicate dal direttore Caritas a operatori e volontari.

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