Dopo l'incidente è da oltre un mese senza telefono: l'odissea di una cittadina

"Rivolgersi al 187, ai social ufficiali e al numero verde per i guasti ai pali è assolutamente inutile", afferma la lettrice

Da oltre un mese è senza telefono. E' l'odissea che sta vivendo una residente di Pievequinta e che si è rivolta a ForlìToday per segnalare il proprio disagio. "É dal 13 luglio scorso che la mia abitazione è isolata, dopo che un camion passando sulla via ha tranciato di netto il cavo del telefono abbattendo il palo di sostegno situato nella mia proprietà - spiega Micaela -. E al momento non è intervenuto ancora nessuno.

Continua lo sfogo della lettrice: "Rivolgersi al 187, ai social ufficiali e al numero verde per i guasti ai pali è assolutamente inutile. Gli operatori (pochi gentili e comprensivi, molti scortesi, irrispettosi e tra le nuvole) non fanno altro che rispondere o con date di intervento fasulle o affermando che loro non possono farci niente se i tecnici non intervengono. E sarà anche vero, ma allora chi può farci effettivamente qualcosa? Chi sa quando realmente i tecnici intendono intervenire? Molto probabilmente intervengono il giorno del "quando ci conviene" verrebbe da dire".

"Io e la mia famiglia e altre vittime degli innumerevoli disservizi Telecom ed intanto paghiamo un servizio che non abbiamo e per risarcimento (sempre che venga fatto prima che arriviamo al cimitero, visti i tempi infiniti dell'azienda) ci spetta solo il 50% - prosegue Micaela -. Ho chiamato ogni santo giorno sempre senza risultati. Ho inviato un fax di reclamo per il disservizio e la risposta è stata un sms con scritto 'Stiamo provvedendo. Può seguire la pratica sul sito'. Peccato che io non abbia la connessione per vederla. Oltre il danno la beffa. Addirittura un operatore se n'è uscito con 'Cambi gestore se non è soddisfatto. Ormai si sa come va il mondo..'. Già, peccato che nella mia zona (Pievequinta) ci sia solo la vostra copertura, se no l'avrei già fatto".

Quindi l'appello alla Telecom: "Dovrebbero ripagarmi oltre al disservizio i danni monetari e familiari che sto subendo. Al nonno invalido, che non ne è in grado di usare il cellulare e che quindi nei momenti di bisogno non ha niente con cui chiamare aiuto, si aggiunge il disagio creato a me personalmente che lavoro con internet anche da casa e ogni giorno devo recarmi da conoscenti per usufruire della loro rete. Sommando, le spese comprendo la benzina consumata, il tempo perso, lo stress, le prese per i fondelli da parte dell'assistenza clienti, la mancanza di rispetto, l'ingiustizia e il disservizio. Altro che 50%".

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