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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Scatta il divieto temporaneo di prelievo idrico da fiumi e torrenti: chi sgarra paga

Il Servizio tecnico di bacino Romagna chiarisce che "l’efficacia del divieto decorre dal 29 luglio e terminerà solo a seguito di espressa revoca"

Scatta il divieto temporaneo di prelievo idrico da fiumi e torrenti. E' quanto ha disposto, il dirigente della Gestione aree del demanio idrico e risorse idriche del Servizio tecnico di bacino Romagna della Regione, Claudio Miccoli. Nel Forlivese, il provvedimento riguarda il Montone e affluenti dalla sorgente fino all’altezza del ponte di Ragone (sulla strada provinciale 5), il Ronco-Bidente e affluenti dalla sorgente fino all’immissione delle acque di scarico del depuratore di Forlì; il torrente Rabbi e affluenti; e il torrente Bevano e affluenti, dalla sorgente fino all’immissione delle acque del Canale Emiliano Romagnolo.

Il Servizio tecnico di bacino Romagna chiarisce che "l’efficacia del divieto decorre dal 29 luglio e terminerà solo a seguito di espressa revoca. Il provvedimento di revoca potrà essere adottato quando nei corsi d’acqua saranno ripristinate le condizioni di deflusso minimo vitale (DMV) previste dal Piano di Tutela delle Acque. Al fine di facilitare l'attività di controllo connessa al divieto, gli utenti che prelevano utilizzando pompe mobili sono inoltre obbligati a rimuovere dal corso d'acqua la parte terminale delle apparecchiature di prelievo".

"La violazione alle disposizioni del provvedimento, compresa la mancata rimozione delle parti terminali delle apparecchiature di prelievo, è punita con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 103,29 a 1.032,91 euro e, in caso di reiterata violazione, con la revoca immediata dell'autorizzazione a titolo provvisorio o concessione", conclude il Servizio tecnico di bacino Romagna.

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