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Domenica Carmine in festa: donata una litografia della Vergine

Domenica, la chiesa forlivese festeggia la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo venerata presso la Chiesa del Carmine. Il 10 luglio scorso, il santuario si è ripreso per un giorno i riflettori cittadini grazie all’iniziativa di Cristian Casadei

Domenica, la chiesa forlivese festeggia la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo venerata presso la Chiesa del Carmine. La basilica di corso Mazzini, di proprietà dell’Ordine dello Scapolare sin dal 1347, è una delle più antiche strutture religiose in Emilia Romagna e Marche. Realizzata per grazia ricevuta dai coniugi Peppe di Oroboni e Caterina, fu affidata ai padri Carmelitani nella seconda metà del XIV secolo. Tra gli anni 1483 e 1490 è stata edificata la cappella dell’Annunziata, ricca di opere d’arte.

Il 10 luglio scorso, il santuario si è ripreso per un giorno i riflettori cittadini grazie all’iniziativa di Cristian Casadei: l’artista, docente al Liceo Artistico di Forlì, ha donato al rettore padre Nazareno Maria Mauri l’olio su carta “Madonna del Carmine”. “La mia opera – dichiara il pittore – vuole essere l’avvio di un nuovo ciclo vitale per questa magnifica chiesa”. Casadei, artista del sacro che ha esposto anche alla Biennale di Venezia, ha spiegato di aver tratto lo spunto dell’opera dall’iconografia classica della “Virgo Stella Maris”, la Stella del Mare che si staglia dai flutti del male grazie alla purezza d’animo e del cuore (dogma dell’Immacolata Concezione). La Madre di Cristo esibisce lo Scapolare, che è il segno distintivo del terz’ordine laico carmelitano. “Questa donazione – dichiara Margherita Ferraris a nome dei fedeli carmelitani – funge anche da base per la costituzione di un comitato di persone, singoli e associati, coinvolti nella rinascita di questo magnifico tempio”. L’opera di Casadei è stata tirata in 400 litografie, dalla cui vendita, dietro offerta, si confida di ricavare i denari per i primi interventi urgenti di recupero della chiesa, a cominciare dal tetto.

In attesa del rinascimento fisico del Carmine, procede a spron battuto quello spirituale, grazie al lavoro del rettore padre Nazzareno. Sarà proprio l’inossidabile religioso, 93 anni compiuti l’8 aprile scorso, a celebrare domenica prossima la messa delle 10, seguita dal pontificale delle 11.30 presieduto dal vescovo monsignor Lino Pizzi assieme ai sacerdoti rappresentanti degli istituti religiosi della Diocesi. Se la prima liturgia eucaristica, alle 7, sarà appannaggio del cappellano dei Cappuccini don Luigi Amako, a celebrare l’ultima messa, alle 18, provvederà il vicario generale diocesano monsignor Dino Zattini. Una visita anche fugace alla basilica darà la possibilità di acquisire l’indulgenza plenaria conosciuta come “il Perdono del Carmine”: basterà accostarsi all’altare e ricevere lo Scapolare in segno di devozione alla Madonna. L’indumento senza maniche, simbolo di protezione di uno degli ordini più antichi nella storia del cristianesimo, è tuttora indossato dai membri laici del Terz’ordine nel corso delle loro riunioni periodiche.

La solennità 2013 è la sesta coordinata da padre Mauri, divenuto custode della splendida chiesa di corso Mazzini nel luglio 2008, al termine di una lunga esperienza missionaria in Africa. Il religioso, nel corso dell’anno è coadiuvato nel servizio liturgico al Carmine dalla Fraternità di preghiera “Madre del Carmelo e Regina della Pace”, diretta dal carismatico Gabriele Lotti.

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