Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Domenica delle Palme, il vescovo: "In tanti si aspettavano altro da Dio. Serve far rifiorire la fede"

Con un parallelismo alla situazione dettata dalla pandemia, il vescovo sottolinea come "siamo un po’ tutti, in questi giorni, in croce"

Con la Domenica delle Palme, rievocazione dell’ingresso festante di Gesù a Gerusalemme, è iniziata inizia la Settimana Santa in preparazione alla Pasqua di Risurrezione. "La fede ci aiuterà a risorgere", è il messaggio del vescovo Livio Corazza, che domenica mattina ha celebrato la messa in Cattedrale. L'omelia ha preso spunto dalle parole di Papa Francesco sulla Domenica delle Palme: "Ha un doppio sapore, dolce e amaro: in essa celebriamo il Signore, che entra osannato in Gerusalemme e, nello stesso tempo, viene proclamato il racconto evangelico della sua Passione".

"Quante volte passiamo anche noi dall’entusiasmo alla delusione - è la premessa di monsignor Corazza -. Nelle relazioni a tutti i livelli. Nella chiesa. Nella politica. Fra amici. Dopo l’entusiasmo, la crisi. In alcune occasioni, la delusione è così forte che si arriva all’odio. Come nel caso di Gesù. Non ci dobbiamo meravigliare. Ma è sempre doloroso. Capita anche nella fede, tanti in questi mesi sono passati dalla fede alla delusione. Si aspettavano altro da Dio. E lo hanno simbolicamente ucciso. Abbandonato. Molti altri, invece, lo hanno ritrovato dopo il periodo più o meno lungo di smarrimento. Come è accaduto agli apostoli".

"La Settimana Santa è il tempo delle scelte - rimarca il vescovo -. Passare dalla morte alla vita. Far rifiorire la fede. Pasqua, passaggio dalla morte alla vita, dal buio alla speranza. Saper cogliere nella crisi, nella prova, nella sofferenza, la speranza". Con un parallelismo alla situazione dettata dalla pandemia, il vescovo sottolinea come "siamo un po’ tutti, in questi giorni, in croce. Vediamo nel crocifisso non la vittoria della morte sulla vita, ma dell’amore sulla disperazione. Anche riflettendo sul messaggio di Dante, in questi giorni, abbiamo trovato la certezza che risorgere si può. Siamo certi, ai crocifissi di oggi è rivolta la promessa della risurrezione. Questa fede ci aiuterà a risorgere. Già ora, qui, in questi giorni".

Il programma

La Settimana Santa entrerà nel vivo con il Triduo Pasquale, Giovedì, Venerdì e Sabato Santo, in cui si ricordano rispettivamente la passione, la morte e la sepoltura di Gesù, fino alla veglia pasquale con l’annuncio della Resurrezione. Il Giovedì Santo (1 aprile), la celebrazione della messa del Crisma in Cattedrale è fissata per le 10. “Come l’anno scorso - illustra il vicario generale della Diocesi di Forlì-Bertinoro, don Enrico Casadei Garofani - gli oli santi verranno consegnati ai singoli Vicari foranei, che si faranno carico di condividerli con gli altri confratelli nei giorni successivi”. Nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione, per consentire ai fedeli l’adorazione, sempre nel rispetto delle norme per la pandemia.

Il Venerdì Santo (2 aprile), l’atto di adorazione della croce mediante il bacio è limitato al solo presidente della celebrazione, mentre la Via Crucis si svolge con i fedeli fermi al proprio posto. “Il Sabato Santo, i fedeli che chiedono la benedizione delle uova le tengano sempre con sé, evitando che i recipienti che le contengono siano depositati su un medesimo piano, ed eventualmente toccati da mani diverse”. La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco. Per la liturgia battesimale, si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali, “con l’augurio che la vittoria pasquale di Cristo infonda in noi e nei nostri fedeli luce, speranza e forza”.

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