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Domus Coop, lavoro stabile al tempo del Covid: in crescita assunzioni e fatturato

Questo il quadro delineato dal Bilancio Sociale 2019 di Domus Coop, la cooperativa sociale che gestisce centri educativi, comunità per minori, attività di educazione e orientamento al lavoro e strutture per la salute mentale

Una cooperativa che cresce insieme ai suoi collaboratori ampliando l’offerta di servizi al territorio e alle famiglie di Forlì: questo il quadro delineato dal Bilancio Sociale 2019 di Domus Coop, la cooperativa sociale che gestisce centri educativi, comunità per minori, attività di educazione e orientamento al lavoro e strutture per la salute mentale.

Sono ben 26 i soci lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2019, in un team che conta 157 unità di cui 93 donne e 64 uomini. L’età media degli operatori di 42 anni e l’anzianità media di servizio di 12 anni parlano di un gruppo affiatato che sa crescere e rinnovarsi, come testimoniano anche le oltre 3500 ore dedicate alla formazione e gli 84 giorni di permessi studio a chi frequenta l’università. Numeri che si riflettono positivamente anche sul fatturato, attestatosi a 6.663.217,50 euro (+3,4% rispetto al 2018).

"Siamo contenti del risultato del 2019 perché rappresenta un consolidamento della nostra attività che fa da trampolino di lancio per nuove e interessanti iniziative”, racconta Angelica Sansavini, presidente Domus Coop -. Un trend che nel 2020 non si è fermato, portando la cooperativa forlivese ad allargare ulteriormente la sua “famiglia” per potenziare o semplicemente consentire lo svolgersi delle attività ordinarie in tempo di Covid-19".

La presidente commenta così questa prima parte del 2020, nella quale Domus Coop ha dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria che ha colpito anche l’Italia: "Usciamo da un periodo di chiusura inaspettata che ha generato grandi problematicità a tutti i livelli e ci ha costretti a sperimentare modalità diverse dall’ordinario, portandoci a scoprire un metodo di lavoro e una familiarità nei rapporti da approfondire e valorizzare. Ringraziando Dio ne usciamo tutti sani e devo dire che i nostri ragazzi, pur accusando la lontananza dalla famiglia, con l’aiuto e l’esempio degli operatori hanno vissuto serenamente il lockdown".

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